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Recensione – “James Hook, Il pirata che navigò in cielo” di Mario Petillo!

Hola lectores, oggi vi introdurrò nell’Inghilterra del 700′ e a Neverland, per scoprire la vera storia del Capitan Hook – Capitan Uncino. – Curiosi?

La storia che oggi vi esporrò, o almeno in parte, è la storia celata dietro il folletto in calzamaglia più amato dai bambini, Peter Pan il sovrano di Neverland però come dicevo poco fa, non è lui il protagonista di questo romanzo ma bensì Il capitano della Jolly Roger – Capitan Hook – il pirata più temuto di tutti i mari. 

Il Capitan Hook – James – lo abbiamo visto sempre comparire alle spalle di Peter Pan, come un’ombra oscura e malefica, pronto a piantargli l’uncino nel petto ma se il vero motivo della disputa eterna tra i due giovani ragazzi fosse una storia completamente diversa da ciò che ci viene narrato sin da bambini? È possibile che il vero villain di Neverland non sia James ma bensì Peter? 

Ed ecco che la nostra storia inizia con questa domanda appesa al filo dell’intero racconto.


Le prime pagine di questo libro ci espongono un equipaggio stanco e annoiato, un capitano ormai sconfitto e frustrato dalla sua rincorsa del passato che ormai gli è completamente scivolato dalle mani anni e anni fa. La storia prendere una grande svolta quando il nostro Capitan Hook ritornerà – per l’ennesima volta – a raccontare al suo fidato amico e nostromo Spugna, in versione flashback, l’inizio della caccia al folletto in calzamaglia.

Peter Pan è un bambino che desidera rimanere sempre giovane e felice, che sia lui il creatore assoluto di Neverland non è certo, però a parere mio, forse tramite la sua fantasia bambinesca – se la si può chiamare così – ha creato un mondo dove l’eterna giovinezza e la gioia sono onnipresenti, eccetto per chi rinnega Pan e l’Isola che non c’è. Pan salva i bambini che sono stati abbandonati dalla propria famiglia, e li porta con sé in volo nell’Isola che non c’è per donarli la serenità che il loro vuoto nel cuore gli ha rubato. Ed è così che incontra James – un ragazzo che ha perso la madre in giovane età e che non riceveva mai affetto dal padre -, ma che nonostante ciò aveva trovato un sogno a cui aggrapparsi, il sogno della conoscenza, il sogno di poter cambiare un mondo, che per lui era marcio fino alla sua radice. 

Un giorno un’ombra ombra schiva e scura bussa alla sua finestra, pretendendo che lui fosse un’altra dolce e ferita anima da salvare e portare con sé a Neverland, così lo trascinò via con forza dalla sua vita, dai suoi studi, dalla sua brama di conoscere e dall’unico sogno che avesse mai avuto. 

Da quel momento James perderà tutto ciò che di più bello che aveva, perderà sé stesso e la speranza di rendere il mondo più vivibile per tutti. Pan lo strappò via alla sua vita, a suo padre – anche se il loro legame non era dei migliori – all’unico amico con cui passa il suo tempo libero. 

James sin da quella notte tenebrosa, giurò vendetta contro il suo rapitore, anche al costo di far girare la sua intera vita attorno a quella dolce, ma fredda vendetta.


Dopo questa piccola introduzione, credete ancora che Pan sia il buono di questo racconto? 

Il romanzo è ambientato nell’Inghilterra del 700′ – un’Inghilterra pericolosa e lasciata alla mercé dei ladri e predoni, dove un bambino poteva essere rapito e mercanteggiato senza scrupoli al miglior venditore per pochi franchi – un’Inghilterra in cui James aveva dei bei ricordi con la madre ma anche tanti momenti tristi e pieni di insoddisfazione. 

Il Capitan Hook è un pirata acido e con la luna perennemente storta, il suo odio verso il folletto in calzamaglia cresceva di giorno in giorno, no, anzi..di minuto in minuto. Vedeva in quel folletto capriccioso, il suo più grande incubo, il suo meschino rapitore che gli portò via la sua giovinezza da sotto il naso. Non si dava pace, voleva a tutti i costi la sua rivincita su Pan, su Neverland e su sé stesso. Dunque spinto da questo grande desiderio, inizierò la sua avventura in mezzo ai mari, ma come e quando iniziò per voi resterà un mistero che dovrete svelare con I vostri occhi leggendo questo libro meraviglioso.


Mario Petillo è uno scrittore maestoso, il suo stile di scrittura è ammaliante e coinvolgente, sono stata rapita dalla narrazione sin dalle prime righe del libro, non ho mai trovato momenti vuoti o noiosi, la mia attenzione era sempre alta grazie alla cura minuziosa dei dettagli che scaturisce dalla sua penna ipnotica. 

Il libro si presenta benissimo, possiede una scrittura semplice e scorrevole che trascina il lettore all’interno di quei mari agitati ma pieni di avventura e forti emozioni. L’ho divorato e senza quasi rendermene conto, non ho potuto fare a meno di continuare la lettura per sapere sempre di più sulla vita del nostro giovane capitano e di Pan, l’idea di sentire la storia del Pirata della Jolly Roger da una prospettiva diversa mi ha affascinata moltissimo! 

Sono sempre stata innamorata della vita di mare, di un’avventura oltre oceano e ancora di più dei pirati e corsari. Sin da bambina ho guardato molti film e cartoni sui pirati, immaginate una fanciulla che avrebbe voluto avere una spada in una mano, un cappello da pirati in testa e infine un pappagallo sopra la spalla, magari parlante e saggio, insomma un’immagine molto divertente, non credete?

Voto: 📚 📚 📚 📚 .5/5

Salpate anche voi in questa avventura oltre oceano, ma preparatevi a essere sbattuti dalle sue onde incontrollabili!


Ricorda James, c’è qualcosa di terribile in ognuno di noi e chi non è costretto a scoprirlo è un uomo fortunato. Noi questa fortuna non c’è l’abbiamo: siamo pirati.” – Edward Teach -.

La vostra Sara! 

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