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Recensione – “LA GRAZIA DEI RE” di Ken Liu!

Buongiorno readers, oggi parliamo di uno dei romanzi più attesi del 2020 edito da Oscar Vault. La Grazia dei Re di Ken Liu, cosa dobbiamo aspettarci da questo romanzo?

L’Imperatore Mapidéré è stato il primo a unire i diversi regni dell’arcipelago di Dara sotto il dominio della sua isola d’origine, Xana. Dopo ventitré anni, tuttavia, l’Impero di Xana mostra segni di debolezza. Mapidéré è sul letto di morte, i suoi consiglieri complottano mirando ciascuno al proprio interesse, persino gli dèi sembrano adirati. Come se non bastasse, decenni di crudeli angherie e di dispotico potere hanno fatto sì che la popolazione non abbia nulla da perdere da una rivolta, ma molto da guadagnare.
È questo il mondo in cui vivono Kuni Garu, un affascinante perditempo poco propenso alla vita onesta, e Mata Zyndu, l’impavido figlio di un duca deposto, discendente di una nobile stirpe particolarmente colpita dalla ferocia di Mapidéré, che ha giurato di vendicarsi. Sembrano l’uno l’opposto dell’altro, ma durante la ribellione contro il potere imperiale i loro sentieri si incrociano in modo imprevedibile: diventano amici inseparabili, fratelli, e insieme combattono contro immensi eserciti, serici vascelli volanti, libri magici e divinità dalle forme mutevoli. Ma una volta che l’imperatore è stato rovesciato, Kuni e Mata si trovano a capeggiare fazioni rivali, con idee molto diverse su come si dovrebbe guidare il mondo, e su cosa sia la giustizia.


Grazie all’opportunità concessami dalla Oscar Vault ho potuto leggere questo romanzo, apparentemente un bel mattoncino che nasconde molti segreti. La Grazia dei Re della collana fantastica ha sicuramente poco di fantasy, molto vicino allo stile steampunk, è lo stesso autore a definirlo un incontro tra fantasy e fantascienza, definendolo SILKPUNK. Sarà davvero così?

Il romanzo di Ken Liu è sicuramente uno dei più complessi ed artificiosi di quelli che ho potuto leggere in questi anni, ma non dispiace al contrario è possibile ammirare un mondo orientale segnato da lotte passate e tirannia, fondato su simboli, tradizioni e ideali che vedremo all’interno di tutto il romanzo. A caratterizzare il romanzo sono proprio le battaglie sanguinarie in nome di grandi ideali, il tutto condito da intrighi accattivanti.

«Quando si gioca al gioco del trono, o si vince o si muore.»

Purtroppo però la storia all’inizio può scoraggiare i meno impavidi tra i lettori, infatti bisogna far fronte ad una prima parte lenta, pesante e per certo introduttiva, utile più all’autore che al lettore per spianare la strada alla storia. Solamente proseguendo la lettura si inizia a capire e qualcosa inizia a smuovere la storia, ma ahimè la narrazione è ancora lenta e per alcuni anche confusionaria. A mio parere non è la storia confusionaria, ma è la lentezza narrativa a confondere molto, infatti ci sono alcune parti descrittive poco inerenti nel romanzo; contrariamente a ciò troviamo molta cura nella scelta lessicale con un buon utilizzo di metafore, similitudini ed altre figure retoriche che incoraggiano quei lettori più intuitivi. E’ proprio a tal proposito che mi sono ritrovata spesso a riflettere sulla popolazione, che grazie alla vivida descrizione comprendiamo la sua volubilità e talvolta il suo egoismo, per non parlare dell’avidità divagante; non vorrei azzardare troppo nell’affermare che l’autore abbia quasi voluto portare una critica sociale della realtà nel suo romanzo.

«Ma se un uomo non ha mai provato l’amarezza, io credo che non saprà mai far tesoro della dolcezza e tenerla vicino al cuore, come dovrebbe.»

La Grazia dei Rei è un romanzo intricato, per certi versi difficile, ma ha in se una storia interessante e particolare apparentemente già vista, ma grazie alla caratterizzazione di personaggi e divinità acquista un’altra sfumatura. E’ una lettura consistente, perciò non la consiglio a tutti, ma la storia è carina e intricata, ma purtroppo manca qualcosa che trasporti o incateni il lettore, durante la lettura è facile distrarsi.

Voto: 📚📚📚📚/5

La vostra Clara

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