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Spilliamo Cultura

Spilliamo Cultura – A che livello arriva la crudeltà umana?

Good evening readers! Oggi ci concentreremo sulla Shoah e gli strazianti racconti dello sterminio degli ebrei nel mondo.

Per approfondire, continua a leggere!

La tematica che andremo ad affrontare è volta a ricordare il Giorno della Memoria il 27 gennaio, in cui andremo a ricordare le vittime della Shoah, insieme all’apertura dei cancelli di Auschwitz e la liberazione da uno dei più grandi e iconici campi di sterminio nazisti, che avvenne nello stesso giorno del 1945.

Ad oggi sono passati ben 75 anni, ma non tutti ricordano o rammentano questa disfatta umana!

Tutte le mie proposte!


Film


Train de vie

Una sera del 1941 Schlomo, chiamato da tutti il matto, irrompe allarmato in un piccolo villaggio ebreo della Romania: i nazisti, fa sapere, stanno deportando tutti gli abitanti ebrei dei paesi vicini e fra poco toccherà anche a loro.

Durante il consiglio dei saggi, che subito si riunisce, Schlomo tira fuori una proposta un po’ bizzarra che, però, alla fine viene accolta: per sfuggire ai tedeschi, tutti gli abitanti organizzeranno un falso treno di deportazione, ricoprendo tutti i ruoli necessari, gli ebrei fatti prigionieri, i macchinisti, e anche i nazisti in divisa, sia ufficiali che soldati.

Così riusciranno a passare il confine, ad entrare in Ucraina, poi in Russia per arrivare infine in Palestina, a casa. Il folle progetto viene messo in atto, il treno parte tra speranza e paura.

Leggendo la trama, ho avvertito un pizzico di ironia in un film a sfondo drammatico, con un pizzico di comicità che penso non guasti mai. Grazie alla proposta “strana” del protagonista metterò nella mia lista di film da vedere anche questa pellicola strappalacrime! E voi che ne pensate di questo film?


The reader

The Reader – A voce alta, film diretto da Stephen Daldry, racconta la storia d’amore tra uno studente adolescente, Michael Berg (David Kross), e una trentaseienne, Hanna Schmitz (Kate Winslet), che è impiegata come controllore sulle linee tramviarie di Neustadt (Germania Ovest).

Tutto ha inizio un giorno quando il ragazzino, tornando a casa da scuola, ha improvvisamente un malore e viene soccorso proprio dalla donna. Una volta guarito, decide di andare a trovarla nella sua abitazione per ringraziarla, ma viene cacciato perché sorpreso a spiarla mentre si cambia i vestiti.

La frequentazione va avanti nel segreto e, tutte le volte che fanno sesso, Hanna gli chiede di leggere prima a voce alta un passo di un’opera letteraria.

Questa opera cinematografica possiede un attrazione vera e propria che seduce non solo i nostri protagonisti ma anche chi ne legge la trama o ne vede il trailer, proprio come è capitato a me. Mi incuriosisce molto il fatto che leggano sempre un libro dopo “l’attività fisica di coppia” come per celebrare la loro passione. A voi incuriosisce quanto me?


La tregua

Quando si annuncia la fine della Seconda Guerra Mondiale, un gruppo di deportati viene liberato dai russi dal lager di Auschwitz, ma, in assenza di indicazioni o di punti di riferimento, rimane lasciato a se stesso. Nel gruppo di deportati ci sono polacchi, cechi, francesi ed anche italiani.

Per un po’ tutti rimangono uniti, poi gli italiani si affidano ad un connazionale che si spaccia per responsabile dei rapporti con i russi e cercano di pensare a come tornare a casa. Comincia così un viaggio pieno di difficoltà affrontato nelle condizioni più disperate.

Cosa possono fare i nostri protagonisti in una situazione simile?
Lasciati vivi prima di essere portati ad Auschwitz, ma lascati a loro stessi?
Riesco già ad immedesimarmi in loro e provare a tornare a casa sana e salva dai miei cari.


Black book

Black Book è un film del 2006 diretto da Paul Verhoeven. Nel 1944, la giovane ebrea Rachel (Clarice van Houten) si nasconde in una fattoria nella campagna olandese, aiutata dai proprietari che la proteggono dai nazisti.

Quando la fattoria viene presa di mira dai militari, Rachel riesce a fuggire grazie all’aiuto del vicino Rob (Michiel Heisman) e dall’ufficiale di polizia Van Gein (Peter Blok), che l’aiutano ad allontanarsi dai territori occupati.

I due uomini la conducono nello studio dall’avvocato di famiglia Smaal (Dolf de Vries), che le dona sufficienti risorse economiche per intraprendere il pericoloso e costoso viaggio. Rachel è costretta a raggiungere il sud dell’Olanda, dove si trova l’esercito degli Alleati.

Una pellicola dove la rincorsa per la vita più ripida e pericolosa la nostra Rachel si possa immaginare, cosa fareste per restare in vita e scappare da morte certa?Basterà vedere Black book per scoprire cosa farà la nostra Rachel, io lo vedrò il prima possibile e voi?


Son of Saul

La più terribile fabbrica della morte nazista nel folgorante, esemplare reportage – fondato su testimonianze di prima mano e scritto subito dopo la liberazione del campo, nell’autunno 1944 – da un inviato d’eccezione.

L’inferno di Treblinka di Vasilij Grossman (Adelphi) è un racconto sconvolgente sulla fabbrica della morte ideata dai nazisti. Conoscevo il nome del campo ma non avevo realmente capito la differenza con gli altri campi di sterminio. Qui i prigionieri rimanevano tali per un giorno o per una manciata di ore.

Il figlio di Saul, film drammatico diretto da László Nemes, racconta la storia di Saul Ausländer (Géza Röhrig), un ungherese appartenente al Sonderkommando, ovvero la comunità di ebrei imprigionati nel campo di concentramento di Auschwitz che furono obbligati a servire i nazisti durante il genocidio.

Il suo lavoro è quello di recuperare i cadaveri dalle camere a gas e cremare i corpi. L’angoscia che arrivino nuovi membri a sbarazzarsi degli ebrei preoccupa molto tutti, compreso Saul.

Un giorno, mentre l’uomo sta facendo la sua solita pulizia, assiste all’omicidio, da parte di alcuni medici, di un ragazzino che era riuscito a sopravvivere misteriosamente all’attacco gassoso. 

La pellicola è davvero intrigante e coinvolgente, già dalle prime righe della sua sinossi sono accolta da mille emozioni diverse: stupore, incredulità e curiosità. L’emozione più forte è l’incredulità per il lavoro di Raul e per l’intento di omicidio di quel povero razzo che già avrà i polmoni colmi di gas.
Indubbiamente da vedere nei prossimi giorni.


 Libri

Il nazismo e lo sterminio degli ebrei

Quest’opera, affronta le pagine più buie della storia recente.

Sulla base di una vastissima documentazione Léon Poliakov ha ricostruito le fasi della persecuzione antisemita, dall’avvento al potere del nazismo alla fine del 1945, mettendo in risalto come lo sterminio degli Ebrei rientrasse nel più vasto piano d’eliminazione di altri popoli.

Ne illustra, oltre agli episodi della resistenza ebraica, le reazioni popolari nei vari paesi europei, l’atteggiamento degli uomini di governo e delle chiese cristiane. 

Un romanzo indubbiamente forte, completo di testimonianze che dovremmo leggere tutti per comprendere a pieno ciò che hanno subito gli ebrei in quei anni cosi spaventosi.
Una lettura che aggiungerò alla mia lista (infinta) di libri da leggere!


Noi bambine ad Auschwitz

«Per combattere la paura, ci siamo immerse nell’assurda quotidianità di Birkenau cercando così di sopravvivere. »

28 marzo 1944: la famiglia Perlow, ebrei di Fiume, viene arrestata e deportata ad Auschwitz-Birkenau. Sopravvissute alle selezioni, le due sorelle Tatiana, di sei anni, e Andra, di quattro, insieme al cuginetto Sergio, vengono internate in un Kinderblock, il blocco dei bambini destinati alle più atroci sperimentazioni mediche.

Ad Auschwitz-Birkenau vennero deportati oltre 230.000 bambini e bambine da tutta Europa; solo poche decine sono sopravvissuti. Questo è il drammatico racconto di due di loro.

Un’opera letteraria dalle sfumature noir e incredibile, dove due bambine dovranno subire le atrocità dei nazisti per rendere cavie viventi al solo scopo di dare loro dolore. Personalmente è un romanzo che mi permette di riflettere molto e che leggerò nelle prossime settimane.


Comandante ad Auschwitz

Presentato da Primo Levi, il documento che per la prima volta ha illuminato dall’interno la mentalità e la psicologia dei nazisti, insieme alla storia e al funzionamento delle officine della morte.

Rudolf Hoss, ufficiale delle SS, fu per due anni il comandante del più grande campo di sterminio nazista, quello di Auschwitz, in cui vennero uccisi più di due milioni di ebrei.

Processato da un tribunale polacco alla fine della guerra, venne condannato a morte. In carcere, in attesa dell’esecuzione, scrisse questa autobiografia. Si tratta di un documento impressionante che ci consente di cogliere dal vivo l’insanabile contraddizione tra l’enormità dei delitti e le giustificazioni addotte.

Una biografia sorprendente e come pochi, dove un comandate dei nazisti ad Auschwitz racconterà al mondo durante la sua detenzione in carcere le atrocità dell’olocausto. Emozionante è l’aggettivo, che più gli si addice ed è proprio grazie a questo aggettivo che ho deciso di leggerlo.


L’inferno di Treblinka

A Treblinka, neanche Dante avrebbe potuto immaginare un inferno così, si va solo ed esclusivamente per morire. Non ci sono attività di lavoro, si muore e basta.

Ho letto di molti inferni nei libri, ma questo va al primo posto come “peggior” inferno che si possa immaginare. Un inferno di morte e dolore che insegna ai suoi lettori. Voi che ne pensate di questo romanzo infernale?


Spero che i miei consigli cinematografici e letterari vi siano stati utili per capire e approfondire cosa comporta la “diversità” nell’animo umano. 

Avete visto o letto uno di questi? Oppure non siete d’accordo con le mie proposte?

La vostra Sara!
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Sono una ragazza dalle mille sfumature, innamorata dell'intrattenimento intrigante come libri e film incentrati su thriller, fantasy o storici. Amo scoprire nuovi paesaggi ascoltando sempre la musica di Michael Jackson.

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