Buongiorno readers! Finalmente dopo tanto tempo ci siamo decise a fare una recensione a quattro mani, è arrivato il momento per parlarvi di Becoming a Wolf di Enrica Ruffa. Ci perderemo a conoscere licantropi, druidi e tanto altro! 

Becoming a wolf: nuovo fantasy scoppiettante?

Il libro di Enrica Ruffa in casa Ode Edizioni ci sembrava una storia diversa e accattivante, lo sarà davvero? Potrà scuotere la nostra passione per i romanzi dalle sfumature sovrannaturali?

Grazie alla nostra passione per questo genere abbiamo potuto accrescere il nostro bagaglio conoscitivo fantasy, che ci ha fatto maturare aspettative alte. Becoming a Wolf riuscirà a soddisfarle?


Il legame, quel qualcosa di effimero che finora non ho voluto vedere, diventa visibile, reale quanto la mia e la sua carne. Ne saggio la consistenza, la forza, l’indissolubilità, e non sono più solo io o solo lui, ma noi e non riesco più a capire dove finisca io e dove inizi lui.

Ines conduce un’esistenza tranquilla: frequenta l’università con il sogno di diventare veterinaria, lavora in un pub come barista e convive con la sua migliore amica Astrid. Da qualche tempo, però, ciò che domina la realtà di Ines sono dei forti dolori che si intensificano di notte, quando la sua mente inizia a popolarsi di visioni a cui non sa dare spiegazione.

Skoll non ha tempo né per le scartoffie né per le donne: il suo compito è difendere il suo branco, ama battersi e dimostrare la sua forza. Non a caso è stato nominato Alpha, un ruolo difficile se accanto a te non hai nessuno che ti sostenga.

I genitori di Ines l’hanno tenuta all’oscuro della sua vera natura, ma questo non basterà a modificare la sua sorte. Immersa in un nuovo mondo dominato dalle leggi della natura e della magia primordiale, dovrà imparare la lezione più importante e difficile da cui non si potrà tornare indietro: diventare un lupo.


Becoming a Wolf è uno di quei libri che viene alla luce sulla piattaforma di Wattpad e si prospetta una lettura accattivante, che concentra l’attenzione su tematiche all’apparenza scontate ma nella realtà terreno fertile per un fantasy.

La trama di Enrica Ruffa punta sulla solidarietà, sull’autostima e sul destino. Erano proprio questi gli elementi su cui credevamo di più e per cui ci aspettavamo tanto. La storia che ruota intorno a Skoll e Ines poteva, secondo noi, essere descritta con più attenzione, sviluppando ulteriormente le tematiche già citate.

Stesso pensiero per le diverse azioni descritte che non presentano un filo logico, se non lasciando quasi una percezione superficiale. Per esempio la sparizione di due persone all’interno di un gruppo del quale nessuno se ne accorge, o tante altre che non vi spoilero. 

World building da migliorare?

Ci ha stupito e deluso che mancasse una concreta descrizione del world building. Per la prima volta, nonostante la descrizione articolata della storia, l’ambientazione, viene nominata a metà romanzo senza alcun segno distintivo del luogo nominato. La mancanza per molti autori può essere una medaglia a doppia faccia, permettendo al lettore di crearsi un luogo immaginario, ma allo stesso tempo un ambiente specifico può distinguersi nella empatia del romanzo.

Di fatti si cita l’ambientazione prima in Italia, del quale non si conta niente del posto neanche un tratto distintivo dell’italiano medio, e dopo un secondo luogo come l’Irlanda al quale viene concesso più spazio. Ci siamo chieste il perché di questa scelta nel non valorizzare l’Italia? Perché non renderlo un punto di forza nella storia?

Personaggi tutti da capire

In questo volume ci interfacciamo con diversi personaggi, ognuno con il proprio carattere frizzante o schietto che saprà distinguersi. Astrid, ad esempio, è un licantropo dall’indole forte e allegra che sarà estremamente importante per Ines, poiché la loro amicizia sarà fonte di coraggio per affrontare gli innumerevoli ostacoli che si presenteranno. 

Nonostante all’apparenza Ines sembri debole, dentro di lei vi è nascosto un lupo determinato e abile, pronto a uscire fuori. Per tutta la sua vita la madre le ha nascosto la vera identità sul padre Leif, rimanendo sempre evasiva nei suoi confronti e tacendole la sua natura sovrannaturale.

Sfortuna vuole che Ines inizi per caso a provare diversi malesseri senza sapere cosa le stia causando tutto ciò e ignorando effettivamente che da lì a un paio di giorni si sarebbe trasformata in un licantropo mezzosangue. Grazie all’aiuto di Skoll e altri lupi riuscirà a superare quella che sarà considerata la sua transizione, evitando che il suo corpo si autodistrugga.

Durante la lettura noteremo come il personaggio di Ines sia altalenante mostrandosi prima alienata dalle sue stesse sensazioni e poi, quasi senza reale motivo, quasi sopraffatta dagli eventi costringendola a maturare. Se per una di noi è stato un modo diverso per entrare in sintonia, per l’altra è stato un elemento discordante che ha annullato la coerenza del personaggio.

Skoll è il compagno predestinato di Ines, fratello di Astrid e alpha del suo branco. Ricoprendo il ruolo di alpha del branco, Skoll ha il compito di difendere tutti dai nemici, i Cacciatori, e occuparsi dei nuovi membri, compresa la stessa protagonista.

Il rapporto tra i due mostra fin da subito una certa chimica, anche se a raffreddare i rapporti è il carattere freddo di Skoll. Non sarà l’unica cosa a rendere sfavorevole questo punto della storia, poiché ci ritroviamo davanti a un elemento usato, ultimamente con maggiore frequenza, nelle storie omegaverse come l’essere predestinati e la passione travolgente che li attrae soprattutto a livello sessuale. Avremmo appezzato delle scene che mostrassero realmente questa sensazione di legame tra loro, senza renderlo immediato e strano, quasi, per il lettore.

Becoming a Wolf, Enrica Ruffa.

Durante la lettura del romanzo è possibile notare il punto di vista alternato dei personaggi, questo ci permette di avere una visione più chiara sui pensieri e sulle emozioni che stanno provando. Nonostante il fantasy romance sia corto parte fin dalle prime pagine in modo avvincente e seducente, sviluppandosi dopo troppo velocemente, perdendosi determinati passaggi importanti. Peccato per questo intercalare del ritmo narrativo, perché la trama di base è davvero un bocciolo da far fiorire.

Tutto ciò fa sembrare come se Becoming a Wolf sia stato diviso in due parti: una spiegata lentamente e una affrontata con celerità. Come già detto, noi abbiamo letto diversi fantasy e questa scelta dell’autrice non ci ha entusiasmato.

Traiamo le nostre conclusioni?

Era la prima volta che leggevamo qualcosa di Enrica Ruffa, la sua penna ci ha attratto ma allo stesso tempo siamo rimaste con l’amaro in bocca soprattutto per l’utilizzo di determinati vocabolari, evidente citazione di altri romanzi come mezzosangue per Harry Potter, in cui ha un altro significato. Consigliamo all’autrice di valutare in futuro di non mescolare insieme troppi elementi di folklore, come i druidi e i saggi, valutando di concedere più spazio agli intrecci e di svilupparli davvero.

Sebbene il romanzo ha dei punti a suo favore, non siamo riuscite a donare un voto sufficiente per dire “posso rileggerlo”. Una storia con un intreccio davvero valido che poteva essere sviluppata molto di più, Enrica Ruffa avrà modo di dimostrarci quanto la sua creatività e immaginazione possano realizzare una storia molto intrigante. Speriamo di non aver attecchito la sua voglia di raccontare, desideriamo poter leggere un prossimo libro e poter dire di avere un diamante lucente.

Classificazione: 3 su 5.

Conoscevate già becoming a wolf?

Alessia e Clara!

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