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Buongiorno readers! Oggi vi porto la recensione di un romanzo che mi ha incuriosita fin dal titolo: La fortuna ha gli occhi a mandorla di Rossella Cerrone. Una storia di crescita, di viaggi e di scelte di vita che sa colpire e far riflettere. Pronti?

La fortuna ha gli occhi a mandorla di Rossella Cerrone 

Nina è una bimbetta goffa che, raggiunta l’adolescenza, brucia le tappe una dietro l’altra. Diventa un’adolescente scaltra e diversa dalle altre, capace di essere libera di ricercare sé stessa. Ma il clima di provincia a Nina sta troppo stretto, così, concluso il liceo, decide di trasferirsi dal piccolo paesino del salernitano dove vive coi genitori a Napoli, per frequentare la facoltà di Lingue Orientali. La affascina la Cina, quel paese antico custode di tradizioni e usanze lontane dal nostro mondo occidentale. Le strade che si aprono davanti a Nina sono tante. Per una come lei, desiderosa di andare il più lontano possibile e di fare nuove esperienze, ogni Paese è un’avventura, una scoperta, e nonostante le difficoltà riesce sempre a trovare nuovi stimoli per affrontarle. Eppure a volte il destino si mette di traverso e sul più bello gioca brutti scherzi. La vita di Nina, tra amori persi e altri ritrovati, tra lavori stimolanti e cadute vertiginose, sarà un alternarsi di alti e bassi, di traguardi raggiunti e di sconfitte dolorose. Una vita comunque vissuta fino in fondo, senza paure e con coraggio.


Una narrazione lineare che conquista

La storia scorre senza intoppi: la struttura è chiara, ben definita e mantiene fedelmente la sua logica. Non ci sono salti improvvisi, ma un ritmo costante che accompagna il lettore, rendendo la lettura fluida e piacevole.

Ho percepito spesso quella spinta verso il cambiamento che tutti, almeno una volta, abbiamo provato. La narrazione è veramente immersiva e ti afferra senza lasciare la presa, spingendoti proprio verso il cambiamento. Una valida lettura che è riuscita a colpirmi.

Ambientazioni vere, che parlano di vita

Dalla provincia campana alle città universitarie, fino a Firenze: i luoghi non sono mai sovraccarichi di descrizioni, ma evocativi quanto basta. Trasmettono realismo e ti riportano a quelle sensazioni vissute quando ci si trova per la prima volta a lasciare casa, tra smarrimento e nuove possibilità. Ho avuto l’impressione di essere al fianco di Nina e di vivere con lei la sua vita, le sue scelte e l’emozione che contorna quegli ambienti.

Uno stile diretto e un messaggio potente

Rossella Cerrone scrive in maniera semplice, senza orpelli, ma con una forza emotiva che arriva dritta. Non ero pronta a questa carica di energia emotiva, è stato interessante sperimentare il suo stile e secondo me potrebbe essere una prova vederla in altri generi letterari.

Il messaggio è chiaro: crescere significa rischiare, cadere e rialzarsi. In più di un passaggio ho avuto la sensazione che il libro parlasse direttamente a me, come fosse un dialogo intimo. Molte volte crescendo mi sono trovata quasi incompresa, da sola e invece Rossella mi ha fatto capire che è parte della vita, nel cammino di tutti si vive e si cresce anche da soli.

Nina: un personaggio autentico

La protagonista non è un’eroina idealizzata, ma una ragazza vera, con paure, contraddizioni e sogni. La sua evoluzione è naturale e credibile. Interessante anche il rapporto con Marco, che mostra come a volte le relazioni possano diventare un freno o un’occasione per rimettersi in discussione. Chi non si è mai riconosciuto in questo?

Nina mi ha fatto compagnia e credo che tornerò a trovarla, perché è tutti noi. Si sbaglia, si vive e ci si contraddice a volte. Non è detto che esista un modo universale di essere e la protagonista ce lo mostra con la sua storia, in cui mi sono sentita capita e vista. Un bel personaggio fatto di imperfezioni che lo rendono realistico.

Temi attuali e universali

Crescita personale, resilienza, multiculturalismo, libertà di scegliere e di sbagliare: sono i temi portanti del romanzo e attraversano ogni fase della vita della protagonista. La resilienza non è raccontata in modo teorico, ma vissuta concretamente, come capacità di rialzarsi dopo ogni caduta e di trasformare gli errori in occasioni di cambiamento. Questo rende la storia vicina al lettore, perché ognuno può ritrovarsi in quei momenti di smarrimento che diventano poi la spinta per ripartire.

Il multiculturalismo, invece, emerge come desiderio di apertura e scoperta. L’interesse per l’Oriente (che io condivido totalmente con la protagonista) non resta un dettaglio biografico, ma si trasforma in simbolo di curiosità verso ciò che è diverso, un invito a superare i confini culturali e personali. In questo senso il viaggio non è soltanto geografico ma profondamente interiore: cambiare città, incontrare nuove persone e affrontare sfide inedite diventa un modo per guardarsi dentro e ridefinire la propria identità.

Sono temi che parlano al presente e che rendono il libro ispirazionale. Tutti, almeno una volta, ci siamo trovati davanti alla necessità di scegliere, di sbagliare e di ricominciare. Questo romanzo ci ricorda che la vera libertà non sta nell’assenza di ostacoli, ma nel coraggio di affrontarli.

Questo libro mi ha fatto rivivere la mia vacanza studio a Oxford, in cui ho capito me stessa e sono riuscita a vedere chi sono e chi posso essere se continuo a combattere per i miei valori e la vita che sogno di fare. Il viaggio è la metafora della letteratura, ma mai come in questo libro risulta più evoluzionistica.

Conclusione: un romanzo che lascia il segno

La fortuna ha gli occhi a mandorla è una lettura che consiglio a chi cerca storie di formazione autentiche e capaci di far riflettere. Non è perfetto – i personaggi secondari avrebbero meritato maggiore spazio – ma è un libro che sa toccare corde profonde e risvegliare quella voglia di inseguire i propri sogni senza paura. Lo consiglio a chi vive un momento di smarrimento, saprà darti la prospettiva di cui non sapevi di aver bisogno.

E voi, readers, avete mai letto un romanzo che vi ha fatto ripensare ai vostri momenti di cambiamento?

4.0 out of 5.0 starsb

Clara!

Informazioni sull'autore

Ho aperto Dreamage Blog nel 2017! Sotto sotto sono la più ansiosa delle blogger e quella che legge di più. Viaggio e fotografo in giro per il mondo, ma insieme a me ho sempre qualcosa da leggere, non importa il genere! Lavoro come Content creator e Copywriter, se cercate una mano a gestire i vostri profili contattatemi!

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