Buongiorno readers! Avete mai aperto un libro e sentito immediatamente un brivido corrervi lungo la schiena? Madam Tarot di Lee Sua è proprio così: un thriller coreano che ti cattura tra mistero, crimini e tarocchi, trascinandoti nei bassifondi di Seul e nella mente di una protagonista che non lascia niente al caso. Segreti, pericoli e antiche tradizioni si intrecciano in una corsa contro il tempo per ritrovare una sorella scomparsa, e vi assicuro… ogni carta girata potrebbe cambiare tutto.
Madam Tarot di Sua Lee
Il mondo in cui vivevo prima era finito. Ora mi toccava iniziare una nuova partita a nascondino con l’assassino. Vince chi trova per primo mia sorella. Cho Seoran non vede la sorella minore da dieci anni, da quando la ragazzina è fuggita di casa.
Però di una cosa è sicura: non è Seohee la donna nella foto che le mostra la polizia, uccisa con dieci coltelli piantati nella schiena, come la loro madre anni prima, e come è disegnato sulla carta del Dieci di Spade dei tarocchi.
Seoran conosce bene gli Arcani: per cercare di rintracciare la sorella, infatti, ha frequentato a lungo i quartieri a luci rosse fingendosi cartomante. Finora è stato tutto inutile, ma adesso sa di non avere più tempo: deve scoprire dov’è Seohee prima che l’assassino si accorga dell’errore, e torni per finire il lavoro. Inizia così il suo viaggio, il viaggio del Matto…
Un thriller coreano fuori dagli schemi
Sin dalle prime pagine, Madam Tarot cattura il lettore tra le strade oscure di Seul, tra quartieri a luci rosse e ambienti pieni di segreti. La protagonista, Seoran, ex poliziotta e ora cartomante sotto il nome di Madam Tarot, è determinata, coraggiosa e incredibilmente astuta. La sua missione: ritrovare la sorella minore Seohee, scomparsa da dieci anni, mentre una serie di omicidi inquietanti riporta alla luce vecchie ferite della sua famiglia.
Il ritmo è serrato, con capitoli brevi e prosa scorrevole. Le illustrazioni dei tarocchi e i titoli dei capitoli, che riprendono gli Arcani maggiori, aggiungono un elemento simbolico che accompagna il lettore nel viaggio della protagonista. Essendo io appassionata di tarocchi e avendo una piccola collezione che adoro consultare, quest’idea di integrare l’esoterismo dietro le carte mi ha catturata subito: ho trovato fantastico come ogni Arcano venga usato per dare profondità alla storia e guidare l’indagine di Seoran. Questo elemento ha reso la lettura ancora più personale e coinvolgente per me.
Personaggi forti e complessi
Seoran è senza dubbio il cuore pulsante della storia: determinata, integra e dotata di una mente acuta, emerge su tutti gli altri personaggi. Anche gli antagonisti e i personaggi secondari hanno sfumature interessanti, spesso celando segreti o lati vulnerabili, ma il continuo alternarsi di nuovi casi e volti rende difficile affezionarsi a qualcuno che non sia lei.
Il suo personaggio ha catturato moltissimo il mio interesse come lettrice, e ho apprezzato come si discosti dai canoni a cui siamo abituati in Occidente. La cultura sudcoreana traspare in modo vivido e autentico, aggiungendo profondità e creando un’atmosfera intrigante che arricchisce tutta la narrazione.
Le clienti di Madam Tarot, giovani donne che sognano di diventare idol, mostrano un lato crudo e realistico della Corea contemporanea, tra aspirazioni, inganni e routine che divora i sogni.
Dietro la vita scintillante degli idol ci sono anni di addestramento estenuante e competizione spietata. Il sogno di successo diventa spesso una lotta per sopravvivere e mantenere la propria identità. Molte ragazze si rivolgono alle carte di Madam Tarot per trovare conforto o speranza, rivelando un lato più umano e vulnerabile della società coreana.
I tarocchi come filo conduttore
Un elemento originale di questo thriller è il ruolo dei tarocchi: non magici, ma simbolici e narrativi. Ogni carta letta da Seoran diventa uno strumento di interpretazione, guida per l’indagine e specchio delle emozioni dei personaggi.
La cultura coreana legata al divinatorio, allo sciamanesimo e alle tradizioni è approfondita con rispetto e curiosità. Sono diversi i K-drama che mostrano quanto la popolazione sudcoreana sia legata all’elemento esoterico, basti pensare al divinatorio intorno alla data di nascita, all’oroscopo o alla scelta di momenti propizi per eventi importanti come matrimoni e apertura di attività. Questo legame con il soprannaturale e le credenze tradizionali rende la narrazione di Madam Tarot ancora più autentica e immersiva.
Qualche piccolo difetto
Il principale punto debole del romanzo è il finale: il mistero della sorella di Seoran rimane irrisolto. Capisco la scelta dell’autrice di mantenere il libro compatto e indipendente, ma chi, come me, ama chiudere il cerchio potrebbe restare deluso. Ho trovato insolito e un po’ strano che in un libro simile non venga offerta una conclusione completa, soprattutto considerando come nei K-drama sia più comune chiudere tutte le trame principali. Alcuni colpi di scena risultano prevedibili e, a causa della brevità del romanzo (circa 250 pagine), certi personaggi secondari rimangono solo accennati, senza poter approfondire completamente le loro storie.
In conclusione
Madam Tarot è un thriller avvincente, con una protagonista forte e un intreccio originale che unisce investigazione e simbolismo esoterico. Lo stile asciutto, la suspense costante e la rappresentazione di una Corea cruda e realistica rendono la lettura intensa e immersiva. Tutto questo mi ha emozionata profondamente e mi è rimasto addosso, lasciandomi con la sensazione di aver vissuto un’esperienza intensa e unica, tra mistero, tarocchi e realtà sociale.
Non do le 5 stelle solo per il finale aperto e alcuni personaggi secondari poco sviluppati, ma resta una lettura altamente consigliata per chi ama misteri, crimini e una buona dose di tarocchi.
4.0 out of 5.0 stars
