Buongiorno readers! Oggi torniamo nei corridoi bui e pericolosi della Prescott High con Caos alla Prescott High, secondo volume della serie Gli Havoc di C.M. Stunich. Dopo il finale esplosivo di Scompiglio, ero davvero curiosa di scoprire come l’autrice avrebbe gestito la crescita dei personaggi e la complessità della trama. E se da un lato ho ritrovato tutto ciò che avevo amato nel primo libro – tensione, passione e caos – dall’altro ho notato qualche crepa che rende questo secondo capitolo un po’ più altalenante.
- Caos Alla Prescott High (Gli Havoc Vol. 2) di C.M. Stunich : il dark romance che ti serve
- Un mondo sempre più oscuro
- Bernadette tra forza e contraddizioni, Why Choose
- Tensione, violenza e riflessioni
- Scrittura e coerenza
- Tra crescita e disordine, Trauma Healing e Revenge Plot
- Dark High School Romance in conclusione
Caos Alla Prescott High (Gli Havoc Vol. 2) di C.M. Stunich : il dark romance che ti serve
C’è una gang alla Prescott High che nessuno vuole infastidire, a meno che non si voglia diventarne il prossimo bersaglio: la gang degli Havoc.
I miei nemici, diventati poi amici e infine amanti. Questi ragazzi non sono certo stinchi di santo, eppure la guerra in corso sta resuscitando i loro demoni interiori.
Un tempo ero io il loro obiettivo. Stavolta, invece, sono colei che decide. L’ultimo anno di scuola sarà il mio anno.
Abbatterò i miei avversari. Leccherò la lama della vendetta e assaggerò il sapore del sangue.
Gli Havoc sono miei e siamo stati noi i primi ad arrivare sulla scena. Chi osa metterci i bastoni fra le ruote lo fa a suo rischio e pericolo. Non si scatena una ribellione senza uno spargimento di sangue.
A noi non dispiace unire due torti per trovare la giusta soluzione: spero solo che le nostre ossessioni personali non ci uccidano prima del previsto.
Un mondo sempre più oscuro
C.M. Stunich ci riporta nella Prescott High con il suo stile crudo e diretto. L’atmosfera è la stessa: degrado urbano, violenza e rabbia compressa. Tuttavia, in Caos la narrazione si apre anche sul passato dei cinque Havoc boys, e questo è uno dei punti più riusciti del romanzo.
Morally Gray Characters
Ogni ragazzo ha finalmente un capitolo o una sezione dedicata, attraverso il punto di vista alternato multiplo, che ne approfondisce la storia e ci permette di comprendere meglio la loro lealtà verso il gruppo e il legame con Bernadette. Ho apprezzato moltissimo questo approccio più corale, che mancava nel primo volume e non dava fondo alle vicende e a certi atteggiamenti.
Nessuno è innocente, tutti agiscono in un confine sottile tra giusto e sbagliato. Oscar, in particolare, è il personaggio che più spicca in questo secondo capitolo: enigmatico, tagliente e pericolosamente lucido. Rappresenta perfettamente il confine sottile tra genio e follia che caratterizza l’intera banda. Confesso che ho amato alla follia il suo pov, non mi aspettavo questa sua attenzione alla protagonista.
Bernadette tra forza e contraddizioni, Why Choose
Bernadette resta una protagonista polarizzante. È forte, determinata e ferita, ma in Caos sembra perdersi un po’ nel labirinto emotivo che la lega ai suoi cinque compagni. E soprattutto la sua indole protettiva nei confronti della sorella sembra perdersi e annullarsi nello sviluppo.
Se nel primo volume la sua rabbia e il desiderio di vendetta la rendevano una figura potente, qui il suo lato impulsivo e la gestione confusa dei sentimenti rischiano di indebolirla. Ho trovato interessante la sua crescente consapevolezza del potere che esercita all’interno del gruppo, ma in certi momenti la sua sessualità domina la scena a discapito dell’introspezione.
Le cicatrici tra lei e gli Havoc non si sono mai davvero rimarginate: l’amore qui nasce dal dolore, dal caos, dal bisogno di sopravvivere. Eppure, in mezzo a tanta oscurità, gli Havoc restano la sua unica famiglia (found family), l’unico rifugio possibile.
Tensione, violenza e riflessioni
La componente dark resta centrale: omicidi, segreti e traumi si intrecciano in una spirale sempre più folle. Alcune scene sono estremamente forti e credo sarebbe opportuno segnalare in modo più chiaro i trigger warning (violenza fisica e sessuale, autolesionismo, abusi, suicidio). Nonostante questo, l’autrice riesce a mantenere alta la tensione e a creare un mondo viscerale che respinge e attrae allo stesso tempo.
Scrittura e coerenza
Lo stile dell’autrice è riconoscibile e intenso, ma qui si avverte un eccesso di enfasi. Le descrizioni diventano talvolta ridondanti e “poetiche” al punto da appesantire la lettura. Le frasi ricercate e le metafore azzardate, che nel primo volume davano un tocco lirico al degrado, in questo rischiano di scivolare nel purple prose (uno stile eccessivamente ricco e artificioso, con descrizioni troppo cariche).
Inoltre, ci sono alcune incongruenze narrative e piccoli errori di editing che rompono l’immersione (passaggi temporali incoerenti, dettagli che cambiano da una scena all’altra). Si tratta però di difetti più tecnici che strutturali, che con un buon lavoro di revisione potrebbero essere risolti facilmente.
Tra crescita e disordine, Trauma Healing e Revenge Plot
Rispetto a Scompiglio, questo secondo libro è più ambizioso ma anche più disordinato. La trama si espande, le relazioni diventano più complesse e la posta in gioco più alta, ma a volte tutto sembra “troppo”: troppe emozioni, troppa azione, troppa confusione.
Eppure, proprio in questo eccesso risiede il fascino della serie: l’autrice non teme l’esagerazione, né la scomodità. Scrive di dolore, desiderio e sopravvivenza senza filtri, e per questo la sua voce resta unica nel panorama dark romance.
L’autrice è bravissima a sondare l’animo umano più grigio e controverso, esplorando traumi, rabbia e il costante bisogno di rivalsa. Il dolore e la vendetta restano il motore della storia, spingendo i personaggi a reagire anche quando la realtà sembra crollare. Apprezzo tantissimo come Stunich costruisce le dinamiche emotive e fa crescere tutti i protagonisti, soprattutto Aaron, Hael e Callum, a cui mi sono sinceramente affezionata.
Dark High School Romance in conclusione
Questo libro è un seguito imperfetto ma potente. Non ha l’equilibrio narrativo del primo volume, ma compensa con una maggiore profondità nei personaggi maschili e con un’intensità emotiva quasi brutale. Ho chiuso il libro con molte domande e una certa frustrazione, ma anche con la voglia di continuare la serie per scoprire dove porterà questa spirale di caos, amore e vendetta.
Lo consiglio a chi ha già amato Scompiglio alla Prescott High e vuole addentrarsi ancora di più nel buio dell’universo Havoc, consapevole che qui la violenza e la passione viaggiano sempre mano nella mano.
4.0 out of 5.0 stars
