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Buongiorno readers, oggi vi parlo di Magari fosse vero di Keira Andrews, un romance natalizio friends to lovers, second chance, forced proximity, on the road, first love, coming of age che mi ha colpita molto più di quanto mi aspettassi. Una storia apparentemente semplice, ma capace di affondare le mani in temi profondi come il coming out, la costruzione della propria identità, la paura di non essere accettati e la malattia oncologica vissuta in famiglia. Curiosa?

Magari fosse vero di Keira Andrews : quel romance invernale di cui hai bisogno

Per riuscire a essere a casa per le feste, due nemici affrontano un viaggio in auto infernale.

Charlie Yates è disperato. È quasi Natale e il volo che dal college lo avrebbe riportato a casa è stato ritardato. Di vari giorni.

Charlie ha promesso alla sua sorellina che sarebbe tornato per festeggiare insieme il suo primo Natale da quando è entrata in remissione dalla leucemia. Solo che ora è bloccato sulla costa opposta del Paese e un idiota gli ha appena soffiato da sotto il naso l’ultima auto a noleggio disponibile. Ma, un attimo: lui conosce quel tizio. È solo che non gli parla da anni.

Perché Gavin gli ha spezzato il cuore.

L’amicizia tra Gavin Bloomberg e Charlie è finita all’improvviso dopo una giornata di baci rubati. Separati da anni di risentimento, è naturale che non vogliano stare nella stessa stanza… figurarsi nella stessa macchina.
Ma per il bene della piccola Ava, Gavin non può rifiutarsi di condividere quel tragitto.

Il viaggio è pieno di ostacoli, ma riusciranno i due a spianarsi la strada verso un inaspettato futuro insieme?


Friends to lovers e second chance: quando l’amore resta anche nel silenzio

In Magari fosse vero il legame tra i protagonisti non nasce dal nulla, ma da un passato condiviso che non ha mai smesso di farsi sentire. Il trope del friends to lovers si intreccia perfettamente con quello del second chance, dando vita a una relazione fatta di ricordi, rimpianti e sentimenti mai davvero spenti.

È una storia che mostra quanto il primo amore possa rimanere inciso sotto pelle, anche dopo anni di distanza e incomprensioni, e quanto tornare a scegliersi significhi prima di tutto affrontare ciò che si è evitato per troppo tempo.

Coming out e identità: la paura di essere visti davvero

Si parla di coming out ed è uno degli elementi più forti e riusciti del romanzo. Qui non è un momento isolato o una scena simbolica, ma un processo lungo e doloroso, fatto di repressione, paura e compromessi. L’identità queer viene raccontata nella sua fase più fragile, quella in cui non si è ancora pronti a dirsi ad alta voce, in cui si crede che nascondersi possa proteggere gli altri e se stessi.

Il romanzo restituisce con grande realismo quanto questa paura possa spezzare legami importanti, quanto il non potersi vivere apertamente influisca sull’autostima, sulle relazioni e sulla capacità di amare. Questo libro parla di ragazzi che non hanno ancora gli strumenti emotivi per affrontare tutto questo, e proprio per questo risultano autentici, imperfetti e dolorosamente veri.

Il libro di Keira ci ha messo un po’ a entrarmi dentro, nonostante le poche pagine è riuscito a farsi ingranare con i suoi ritmi proprio come Gavin con il suo tempo ha preso coscienza di se stesso.

Malattia oncologica e famiglia: crescere troppo in fretta

Accanto al tema dell’identità, il romanzo accenna con delicatezza quello della malattia oncologica e delle sue conseguenze emotive su chi circonda il malato. La malattia non è mai usata come semplice espediente narrativo, ma come evento che segna profondamente la crescita, la personalità e le scelte dei personaggi. La paura non scompare con la guarigione, resta latente, si trasforma in iper-responsabilità, controllo, paura nel subconscio.

La famiglia diventa così un luogo di amore assoluto ma anche di peso, di promesse da mantenere a ogni costo, di maturità forzata. Questo aspetto aggiunge una stratificazione emotiva importante alla storia, rendendo ancora più credibili le difficoltà relazionali e comunicative dei protagonisti.

Forced proximity e on the road: il confronto che non si può evitare

Il trope della forced proximity, inserito in una cornice on the road, è utilizzato come strumento di crescita emotiva. La vicinanza forzata non serve solo ad alimentare la tensione romantica, ma diventa un mezzo per abbattere le difese, per costringere al dialogo, per far emergere verità rimaste sepolte troppo a lungo. È nel confronto inevitabile che i personaggi iniziano davvero a guardarsi, a riconoscere gli errori e a fare spazio a una possibile guarigione emotiva.

Scrittura, atmosfera natalizia e impatto emotivo

La scrittura è semplice e scorrevole, ma capace di colpire nei punti giusti. L’atmosfera natalizia fa da sfondo senza risultare invadente, amplificando piuttosto il senso di nostalgia, di ritorno e di desiderio di casa. Magari fosse vero è un romanzo breve, ma completo, che riesce a lasciare il segno grazie alla sua sincerità emotiva.

È una storia che parla di amore queer, di accettazione, di second chances e di crescita personale, e che lo fa senza idealizzare nulla. Proprio per questo colpisce, emoziona e resta addosso.

Ho già letto libri di quest’autrice e mi sono emozionata rivedendo il suo stile: scorrevole, dinamico e d’impatto emotivo.

A chi lo consiglio?

È un libro che consiglio a chi ama i romance LGBTQ+ emotivi, a chi cerca storie di first love e second chance che non siano solo romantiche, ma anche profondamente introspettive. È una lettura perfetta per chi apprezza i trope friends to lovers, forced proximity e on the road quando vengono usati per raccontare percorsi di crescita, accettazione e guarigione emotiva.

Lo consiglio a chi vuole leggere di coming out, di identità queer ancora fragile, di paura di non essere accettati e di famiglie segnate dalla malattia oncologica, raccontate con delicatezza e rispetto. È il libro giusto per chi ama le storie natalizie malinconiche, dolci e un po’ dolorose, quelle che scaldano il cuore senza essere perfette, ma proprio per questo risultano vere.

4.5 out of 5.0 stars

Clara!

Informazioni sull'autore

Ho aperto Dreamage Blog nel 2017! Sotto sotto sono la più ansiosa delle blogger e quella che legge di più. Viaggio e fotografo in giro per il mondo, ma insieme a me ho sempre qualcosa da leggere, non importa il genere! Lavoro come Content creator e Copywriter, se cercate una mano a gestire i vostri profili contattatemi!

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