Ciau readers! Rieccomi con l’ennesima stupenderrima recensione super queer tutta per voi, oggi parleremo del primo volume della serie Heartbeats, “Non è mai troppo tardi” di Anna Driesen.
NON È MAI TROPPO TARDI di Anna Driesen: riflessione e sentimento in un MM
Non è facile per un padre prendere la decisione di confessare al proprio figlio di aver amato per tutta la vita un uomo. Eppure, nonostante le sue paure e le sue fragilità, Ruben trova il coraggio di farlo attraverso un diario e delle lettere.
La città di Anversa fa da vivace testimone alla storia di un intenso e appassionato amore.
Riuscirà Ruben a scrivere l’ultima pagina della storia che ha vissuto insieme a Lewis? Gli sarà concesso di trasformare un profondo dolore in un messaggio di speranza? L’amore può vivere per sempre nei ricordi di qualcuno, che come i granelli dorati di una clessidra, fragile custode del tempo, fanno da ponte fra passato e futuro.
Ogni granello che scivola è un sussurro della vita che sfugge, un richiamo a godere pienamente del presente perché non è mai troppo tardi per essere felici.
Il tempo giusto per essere sé stessi
La capacità di capire che non esiste un momento giusto per cambiare la propria vita.
Non è mai troppo tardi di Anna Driesen è un romanzo intenso che ruota intorno a temi come rinascita personale, possibilità di cambiare (anche quando ci sentiamo arrivati) e soprattutto mette a nudo il modo in cui possiamo e dobbiamo accettarci per quello che siamo, è una storia che parla di crescita e libertà personale.
Il protagonista, Ruben, è un personaggio particolare, segnato da paure e fragilità, ma con una grande capacità di amare anche quando la vita gli rende difficile farlo con serenità. La narrazione nel suo caso rappresenta una confessione intima e profonda, in cui parlando sia al lettore che al figlio, mira a lasciare una traccia significativa di sé e della sua storia. Cosa che riesce a fare benissimo proprio perché il racconto viene vissuto in prima persona e/o attraverso delle lettere scritte da lui.
L’amore della vita, “l’uomo più importante”.
Slow burn, first love
Lewis. L’uomo con cui Ruben ha condiviso l’amore più intenso e significativo della sua vita è proprio Lewis Cooper. Un amore sincero, trasparente e forte di fronte alle avversità della vita, ed è proprio grazie a questo amore che riusciamo a vivere pienamente il nucleo emotivo del romanzo.
Tant’è vero che l’autrice è riuscita a regalarci una storia molto riflessiva, che comunica con delicatezza al lettore sempre non allontanandosi troppo dalla realtà. Attraverso le esperienze dei personaggi ci ritroveremo a vivere questioni come rimpianto, seconde occasioni, il peso per le decisioni passate e soprattutto quanto sia difficile riuscire a ritrovare sé stessi in un contesto che ci fa sentire “sbagliati”.
Un altro personaggio meraviglioso è proprio la follettina Cindy/Eva, che non sto ad approfondire perché dovete scoprirla leggendo questo romanzo!
Il libro perfetto per chi non vuole arrendersi
Attraverso il suo stile di scrittura scorrevole e coinvolgente, l’autrice ci permette di empatizzare con le emozioni dei personaggi, riuscendo sempre a lasciare spazio alla riflessione personale del lettore.
Per non parlare della naturalezza e la delicatezza con cui affronta le tematiche queer, facendoci capire che appunto non è mai troppo tardi per fare coming out o per rimettersi in discussione, o semplicemente, per iniziare a vivere come non abbiamo mai potuto fare poiché bloccati da vincoli imposti dal tipo di vita con cui siamo stati cresciuti. Tutto questo dovrebbe aiutarci a capire e normalizzare che ognuno ha i suoi tempi, ma che l’importante è comprendersi e ascoltare noi stessi per permetterci di essere chi siamo destinati a diventare senza paure.
Una delle cose che ho apprezzato di più è il modo in cui il cambiamento venga mostrato in modo graduale, non dando per scontato che sia semplice, mentre una delle cose che mi ha devastato di più è l’epilogo. Quindi preparate i fazzoletti, perché credetemi ne avrete bisogno più di una volta.
Perché dovete assolutamente leggerlo?
Perché questo libro è un vero e proprio incoraggiamento ad accettarsi e a comprendere che non esiste un limite di tempo per essere davvero sé stessi. È una storia inclusiva e unica, che mette a nudo le tematiche queer senza stereotipi, facendoci emozionare e allo stesso tempo riflettere. Lo consiglio sicuramente a chi cerca una storia introspettiva e motivazionale.
3.0 out of 5.0 stars