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Buongiorno, readers! È scoppiata la primavera, possiamo finalmente goderci qualche giorno di sole in compagnia di un buon libro… Se come me soffrite di allergia ai pollini non sarete esattamente entusiasti, ma ricordiamoci che si può sempre stare in casa a leggere, lasciando che il sole illumini le pagine del nostro libro e ci aiuti a ritrovare il sorriso. Sorriso che sicuramente non tarderà ad arrivare, soprattutto se state leggendo Merendine in Corea, il romanzo young adult di Alessia Peira su cinque amiche ossessionate dal Kpop almeno quanto io lo sono dai drama – cioè tantissimo.

Merendine in Corea di Alessia Peira: c’è sempre del Kpop per te

Tutto ha inizio con una canzone dei Black Hole ascoltata una mattina d’inverno davanti ai cancelli di scuola.

Da quel momento Eleonora, Ambra, Rebecca, Cristina e Nell smettono di essere solo cinque compagne di classe. Ancora non lo sanno, ma in quel preciso istante stanno gettando le basi di una found family in cui, da lì in poi, condivideranno tutto: dai lunghi pomeriggi di studio al progetto di assistere a un concerto dei loro idol, dalle ambizioni per il futuro alle inevitabili delusioni, sempre all’insegna di una fame insaziabile di vita, musica e prelibatezze (a cui devono il loro nome di battaglia, “Merendine“). Ma quando finalmente arriva il momento atteso da anni – un viaggio in Corea del Sud per assistere al comeback dei Black Hole – avviene l’impensabile.

La band annuncia che non ha intenzione di tornare sulle scene. Niente comeback. Niente concerto. Solo silenzio. E una strisciante disperazione che nessuno può capire, tranne quelli che hanno vissuto almeno una volta nella vita la passione viscerale per un gruppo (e per i quali la musica non è mai solo musica, ma una lingua segreta e un rifugio), trascorso notti a pianificare fughe per un concerto, a tradurre canzoni e annunci da altre lingue, e ad allenarsi a riconoscere i propri idoli da un sopracciglio.

Ora per le Merendine il viaggio a Seoul non è più un premio, ma una necessità. Devono stanare i Black Hole e convincerli a tornare sui loro passi. In gioco c’è il destino del K-pop. Del mondo. E della loro amicizia. Comincia così una missione folle e indimenticabile tra metropolitane affollate, piani improbabili, appostamenti ai limiti della legalità, ubriacature da soju e crush impreviste.

Un’avventura spassosa e a tratti drammatica che diventa al tempo stesso una dichiarazione d’amore alla musica che cura, alle passioni che ci scelgono e alle amicizie che, come certe canzoni, resistono a ogni cambiamento.


Il found family di cui avevamo bisogno

A raccontare l’avventura di queste cinque amiche è Eleonora, a cui è impossibile non affezionarsi fin da subito. Intraprendente ma non perfetta, organizzata ma non presuntuosa: è lei a organizzare gran parte del viaggio a Seoul, affidandosi a un interprete trovato online. Attraverso di lei, conosciamo le varie sfumature di ognuna di loro. Le Merendine non sono ineccepibili, ma sono assolutamente realistiche. Pregi, difetti, semplici dettagli che ve le faranno sembrare le amiche di una vita, quelle con cui condividere ogni istante. Unite, sempre. Sole contro il mondo (e per il Kpop!)

Viaggiare in direzione Seoul con loro era tutto quello di cui avevo bisogno in un momento stressante. Più volte mi sono ritrovata a ridere, già dalle prime pagine, e spesso mi sono ritrovata a commuovermi per i loro piccoli gesti. A desiderare un’amicizia così, ritrovandomi ad essere grata per coloro che mi accompagnano ogni giorno.

Le tematiche nascoste

Se si fa un passo indietro e ci si dimentica per un secondo di quanto Merendine in Corea sia un libro divertente e (non sempre) spensierato, si riesce senza fatica a comprendere quanto questo ci offra diversi livelli di lettura. Come già dichiarato dalla trama della casa editrice, il Grande Piano di queste cinque mine vaganti è quello di trovare il loro gruppo preferito e far cambiare loro idea, qualsiasi cosa significhi.

Se lo si guarda come Una Vera Fan, della serie “ti conosco meglio di quanto non ti conosca tu (anche se non mi hai mai visto)”, sicuramente questo apparirà come un sogno ad occhi aperti che fa strappare un sorriso, ma nell’universo del K-pop è una finestra sul lato più inquietante di tutta la faccenda.

Le sasaeng non vengono forse mai nominate – sono pronta a essere contraddetta e, già che ci siamo, per favore, lasciatemi usare questi maledetti trattini lunghi senza che pensiate subito che uso l’intelligenza artificiale per scrivere. Non succederà mai – ma, per chi conosce un minimo la situazione, è un dettaglio che aleggia per tutto il tempo. Dov’è il confine tra sperare e pretendere, se sei fan di un gruppo musical, di un autore, di un qualsiasi personaggio famoso?

Quel pizzico di romance

Le fan delle storie d’amore saranno felici di sapere che non verranno lasciate a bocca asciutta: Alessia Peira ha saputo inserire e ben dosare, all’interno del suo romanzo, la giusta quantità di romance, senza rischiare di spostare il focus altrove.

Non vi nasconderò che, tra tutte, la storia d’amore è la cosa che mi ha appassionata meno, perché se avessi qualche anno in meno, o mi trovassi davvero davanti a un coreano bellissimo, non avrei nessuna remora nel dichiarare il contrario seduta stante. Sono una forte sostenitrice delle piccole dosi. Questo è un libro sull’amicizia e sul k-pop, e fidatevi che leggendolo non vi servirà altro.

I dettagli che fanno la differenza

A colpirmi è stato soprattutto il contorno, che Alessia ha saputo costruire con pazienza e maestria. I commenti dei genitori, così lontani dalle passioni delle Merendine, non sono molto diversi da quelli che ho dovuto ascoltare io, sebbene io fossi appassionata di tutt’altro (mia madre definisce ancora oggi pupazzetti le mie action figure di Slam Dunk, che ci volete fare), e sono i piccoli dettagli caratteriali di ciascuna delle protagoniste a renderle così vive e interessanti. Quando leggerete l’intervista all’autrice, quest’ultimo dettaglio non vi stupirà affatto. Di sicuro ha colpito me.

Un titolo adatto a tutt*

Se vi sentite fuori target per queste cinque amiche, smettete subito di pensarlo e buttatevi nella lettura: non vi sentirete mai troppo vecchi* o sbagliat* durante la lettura di questo romanzo. Se vi piace il k-pop, o se non lo conoscete, poco fa differenza: io pensavo di esserne immune, ed eccomi qui a scegliere il mio bias tra i BTS, o a spiegare alle mie povere amiche cosa significhi.

Non vedo l’ora di leggere il suo prossimo libro. Incrocio le dita!

5.0 out of 5.0 stars

Simona

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