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Buongiorno readers! Oggi finalmente posso parlarvi del terzo volume della serie I ragazzi di Jericho: Barbarian di Onley James! Questa volta ci porta dentro una relazione che, a ben vedere, esiste già da molto prima che i suoi protagonisti decidano di ammetterlo. Curiosi di conoscerli meglio?

Barbarian (I ragazzi di Jericho Vol. 3) di Onley James 

Nico Michaels finge di essere spensierato evitando tutto ciò che è serio, soprattutto le relazioni; il suo passato caotico gli ha insegnato che l’amore non fa altro che complicare le cose. Si accontenta delle avventure di una notte e del suo affiatato gruppo di amici, tra cui il coinquilino Malachi Mizrahi.

Il neurodivergente Malachi si sveglia ogni mattina con una personalità completamente nuova, ma una cosa rimane costante: il suo amore per Nico. I due si incastrano alla perfezione fin dal primo giorno e condividono le stesse passioni, dagli anime ai documentari sulla natura. Condividono perfino il letto. In maniera platonica, è ovvio.

Una notte, basta un bacio per confondere i confini, ma prima che le cose possano andare oltre, la chiamata disperata da parte di uno degli studenti di danza di Mal li getta nel caso di una persona scomparsa, lasciandoli con più domande che risposte. Per complicare ulteriormente le cose, Mal rivela come negli ultimi tempi abbia orchestrato silenziosamente l’intera vita di Nico senza che lui se ne accorgesse. L’altro è scosso nel profondo, la sua percezione della loro relazione va in frantumi.

Mentre si fanno strada nel pericoloso mondo di una feroce Triade cinese, il loro legame si approfondisce e Nico inizia a vedere che Malachi non è solo l’amico perfetto, ma l’uomo perfetto per soddisfare tutti i suoi bisogni. E se vogliono avere la possibilità di un lieto fine in futuro, dovranno affrontare insieme il loro passato e sopravvivere al loro presente.

Barbarian è una storia d’amore dark e friends to lovers con un lieto fine e senza cliffhanger. I due protagonisti sono un vigilante masochista con l’ADHD e la dipendenza dai videogiochi e il suo migliore amico sadico e amante del controllo che bacia il terreno su cui cammina. Come in ogni libro di Onley, troveremo umorismo nero, momenti intimi davvero sensuali e violenza gratuita, ma solo contro persone che la meritano. Questo è il terzo libro della serie I ragazzi di Jericho. Ogni volume segue una coppia diversa.


Dopo Paladin e Rogue, pensavo di sapere cosa aspettarmi da questa serie. Invece Barbarian prende una strada diversa e dimostra ancora una volta che I ragazzi di Jericho non sono semplicemente una serie di romance MM con protagonisti diversi, ma un universo in continua evoluzione.

Se Paladin mi aveva conquistata attraverso il dolore e la ricerca di un posto sicuro e Rogue aveva mostrato il lato più oscuro e destabilizzante della serie, Barbarian è probabilmente il volume più intimo e relazionale. Perché qui il punto non è innamorarsi.

Il punto è rendersi conto che quell’amore esiste da sempre.

Nico e Mal sono il cuore del romanzo

Credo che Nico e Mal siano una delle coppie più particolari costruite finora da Onley James. Mi è piaciuto tantissimo il fatto che la loro relazione non parta da zero. Tra loro esistono già fiducia, quotidianità, complicità e una devozione quasi assoluta, il segno distintivo di un friends to lovers costruito con calma e credibilità. È come se il lettore arrivasse quando tutto è già stato costruito e dovesse assistere soltanto al momento in cui uno dei due smette finalmente di negare l’evidenza.

Ed è una dinamica che ho adorato.

Mal mi aveva incuriosita già nel volume precedente, ma qui diventa senza dubbio uno dei personaggi più affascinanti della serie. È imprevedibile, difficile da incasellare e profondamente diverso da qualunque altro protagonista incontrato finora. Eppure c’è una costante che non cambia mai: Nico.

Il suo modo di amare non passa attraverso grandi dichiarazioni, ma attraverso la cura, la presenza e una pazienza quasi infinita. Per certi versi mi ha ricordato August: la stessa attenzione verso la persona amata, la stessa sensazione di essere un porto sicuro e quel legame che sembra impossibile da spezzare. Mal non cerca mai di cambiare Nico, ma di capire quale sia il modo migliore per stargli accanto. Ed è impossibile non affezionarsi a lui.

Anche Nico mi è piaciuto tantissimo. È impulsivo, caotico, ironico, spesso esasperante, ma dietro tutte le sue contraddizioni si nasconde un ragazzo che ha semplicemente imparato ad avere paura dell’amore. La cosa che mi ha fatto sorridere più di tutte è stata vedere praticamente chiunque rendersi conto della natura del loro rapporto… tranne Nico.

Ancora una volta Onley James racconta personaggi fuori dagli schemi

Di Onley James continuo ad amare la naturalezza con cui costruisce protagonisti fuori dagli schemi. Non sono mai definiti soltanto dalle loro difficoltà o dalla loro neurodivergenza. Sono persone. Persone complicate, imperfette, spesso traumatizzate, ma incredibilmente vive.

L’autrice sa delinearne le sfumature con grande sensibilità: bastano un gesto, una battuta o una piccola abitudine per farli sembrare reali. Sono quei dettagli, quelle imperfezioni, a dare profondità ai personaggi e a far sì che il lettore riesca ad affezionarsi a loro.

Ho trovato interessante il modo in cui vengono trattati l’ADHD di Nico e la complessità psicologica di Mal. Non diventano mai un espediente narrativo né un semplice tratto caratteriale utile a renderli “diversi”. Sono elementi che influenzano il loro modo di vivere, di comunicare e di relazionarsi con gli altri, senza mai essere spettacolarizzati o ridotti a un’etichetta. Oltre ciò Mal è riuscito a ricordarmi molto August e questo è molto interessante, perché è riuscita a far uscire sfumature opposte.

È proprio questo che mi piace della scrittura di Onley James: ogni caratteristica ha un senso all’interno della storia e contribuisce a costruire personaggi credibili, tridimensionali e profondamente umani.

La found family continua a essere una certezza

Se c’è una cosa che non smetterò mai di amare del mondo narrativo creato da Onley James è la famiglia costruita attorno a Jericho e ai Mulvaney. Ormai, ogni volta che ritornano i personaggi dei libri precedenti, mi sembra davvero di rivedere dei vecchi amici. Ed è forse proprio questo il motivo per cui questa serie continua a funzionare così bene.

Mi trasmette un senso di familiarità che adoro. Ogni nuovo libro è come tornare in un luogo conosciuto, dove ritrovo personaggi che ormai sento vicini, senza dover ricostruire ogni volta da capo i legami e le dinamiche che li uniscono.

Non ci si affeziona soltanto alla coppia protagonista, ma all’intero gruppo. Ogni volume amplia ulteriormente questo universo narrativo e rafforza sempre di più quella bellissima sensazione di essere tornati a casa. In tutto questo, ho adorato ritrovare Shiloh, ma lo ammetto: Enzo ha catturato completamente la mia attenzione. Non vedo l’ora di scoprire cosa gli riserverà Onley James nel prossimo volume.

L’unico aspetto che mi ha convinta meno

Se devo trovare un punto debole, questa volta riguarda soprattutto il ritmo. Ho trovato la prima parte leggermente più lenta rispetto ai due libri precedenti e ho avuto la sensazione che alcune scene, soprattutto quelle spicy, rallentassero una storia che avrebbe potuto essere ancora più incisiva.

La dinamica BDSM tra Nico e Mal mi è sembrata assolutamente coerente con i personaggi e con il loro modo di comunicare. Di fatto, in questo libro diventa soprattutto una dinamica di controllo, fiducia e bisogno reciproco, più che un semplice elemento erotico. Quello che mi ha lasciata un po’ più perplessa è stata la quantità di spazio dedicata ad alcune di queste scene: rispetto ad altri libri dell’autrice, mi è sembrata decisamente maggiore e, in alcuni momenti, ha finito per rallentare la lettura.

Anche la componente crime, pur rimanendo interessante, questa volta mi è sembrata meno personale rispetto a Paladin e Rogue, dove il conflitto era molto più intrecciato con il percorso emotivo dei protagonisti. Da un lato, questa distanza mi è sembrata quasi coerente con Nico e Mal e con il loro modo di vivere il mondo: il caso rimane in qualche modo esterno alla loro relazione. Dall’altro, però, come lettrice ho un po’ accusato il colpo, perché non sono riuscita a legarmi alla vicenda investigativa con la stessa intensità dei due libri precedenti.

Sono aspetti che non hanno rovinato la lettura, ma che mi hanno fatto percepire Barbarian come leggermente meno equilibrato rispetto ai due volumi precedenti.

In conclusione

Amo Barbarian e questa lettura continua a confermare tutto quello che sto apprezzando di questa serie. Onley James ha una capacità incredibile di creare personaggi imperfetti ma profondamente umani, relazioni fuori dagli schemi e una found family che, libro dopo libro, diventa sempre più impossibile da lasciare.

Ed è proprio questa la sua forza. Quando il senso di famiglia è costruito così bene, finisce per coinvolgere anche il lettore. Mi sono sentita parte di quel gruppo, come se stessi tornando da persone che ormai conosco e a cui voglio bene. È una sensazione che non provo spesso e che rende ogni nuovo volume ancora più speciale.

Nico e Mal sono due protagonisti completamente diversi tra loro, eppure insieme funzionano in un modo che mi ha conquistata fin dalle prime pagine.

E ormai credo sia evidente. Ogni volta che finisco un libro de I ragazzi di Jericho mi ritrovo a pensare sempre la stessa cosa: Quando esce il prossimo?

4.5 out of 5.0 stars

Clara!

Informazioni sull'autore

Ho aperto Dreamage Blog nel 2017! Sotto sotto sono la più ansiosa delle blogger e quella che legge di più. Viaggio e fotografo in giro per il mondo, ma insieme a me ho sempre qualcosa da leggere, non importa il genere! Lavoro come Content creator e Copywriter, se cercate una mano a gestire i vostri profili contattatemi!

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