Buongiorno readers! Oggi vi porto tra le pagine di Four Ever di Sloane Kennedy, un MM romance che mette insieme quattro uomini, tante ferite da affrontare e una domanda interessante: e se l’amore non dovesse necessariamente essere vissuto in due? Pronti a scoprire questa storia?
Four Ever di Sloane Kennedy : un romance MMM che ti rimane sulla pelle
Circondati da un gruppo di affezionati membri della famiglia a quattro zampe e alati, Zak e Killian si sono costruiti quella che avrebbe dovuto essere una vita da sogno nella loro fattoria di campagna. Ma un crudele scherzo del destino e la ricomparsa di vecchi demoni hanno logorato il loro rapporto, arrivato ormai a sette anni, al punto che basterebbe una sola mossa sbagliata per spezzare in via definitiva il loro legame. All’apparenza soddisfatti di camminare sulle uova l’uno con l’altro, la situazione giunge al culmine quando Zak, infermiere al pronto soccorso, si porta il lavoro a casa… letteralmente.
Dopo essere stati costretti ad abbandonare le loro vite agiate nel sud della California, i fratellastri senzatetto Liam e Noah stanno a poco a poco perdendo se stessi tra le strade da cui non riescono a sfuggire. Quando il ventunenne Liam viene picchiato mentre protegge il “fratello” minore, i due si ritrovano accolti in una casa dove essere un randagio è considerato una cosa positiva.
Ma Liam e il diciannovenne Noah hanno imparato a proprie spese che nessuno fa niente senza ricevere qualcosa in cambio, soprattutto gli sconosciuti. Sopravvivere significa contare solo l’uno sull’altro e fidarsi solo l’uno dell’altro.
L’offerta di Zak e Killian, ovvero un posto dove guarire senza vincoli, si rivela essere più di quanto ciascuno dei quattro uomini si sarebbe mai aspettato. Soprattutto quando i sentimenti tra Liam e Noah cominciano a venire a galla e la verità su ciò in cui si è trasformata la relazione tra Zak e Killian diventa sempre più difficile da negare.
E cosa succederà quando i confini cominceranno a confondersi e i bisogni inizieranno a cambiare? Zak, Killian, Liam e Noah finiranno per prendere strade diverse? Oppure impareranno che l’amore non è sempre e solo tra due persone?
Hurt/Comfort e Healing: imparare a fidarsi di nuovo
Iniziare questa lettura è stato difficile, un po’ perché sapevo già di dover affrontare tematiche forti, un po’ perché, in quel momento, avevo bisogno di leggerezza. Eppure, Four Ever si è rivelato una lettura inaspettata, capace di coinvolgermi più di quanto pensassi.
Approcciarmi al trope hurt/comfort significa entrare in contatto con personaggi che portano con sé ferite, paure e sensi di colpa, elementi che influenzano inevitabilmente il modo in cui affrontano i rapporti con gli altri. Non è semplice lasciarsi andare quando si è abituati a proteggersi, né accettare che qualcuno possa prendersi cura di noi senza chiedere nulla in cambio.
Io stessa, a volte, trovo difficile lasciar andare tutto. I miei giudizi, le aspettative degli altri e quelle che finisco per impormi possono diventare una gabbia dalla quale non è sempre facile uscire. Forse è anche per questo che ho sentito così vicino il percorso dei protagonisti.
Di questo libro ho trovato particolarmente importante il modo in cui la vicinanza emotiva diventa parte di un percorso di guarigione, ma anche un’occasione per rielaborare il passato e imparare a guardare sé stessi in modo diverso. L’amore non cancella il passato, ma può aiutarti a guardarlo con occhi diversi.
La possibilità di trovare qualcuno disposto a restare anche nei momenti più difficili, quando mostrarsi vulnerabili sembra quasi impossibile, mi appare quasi un’utopia nella società di oggi. Siamo spesso abituati a nascondere le nostre fragilità, a cercare di essere all’altezza delle aspettative e a temere che mostrare le nostre debolezze possa allontanare gli altri. Trovare in questo libro una prospettiva diversa mi ha restituito un po’ di speranza: forse, là fuori, ognuno di noi può trovare qualcuno con cui sentirsi finalmente al sicuro.
È un percorso fatto di piccoli passi, di fiducia da ricostruire e di quella sensazione di sicurezza che nasce quando non devi più affrontare tutto da solo. Perché, a volte, il vero comfort non consiste nel trovare qualcuno che risolva ogni problema, ma qualcuno accanto a cui sentirsi liberi di essere sé stessi, che sappia accogliere le nostre fragilità e, allo stesso tempo, spronarci a crescere. Qualcuno che non ci chieda di essere perfetti, ma ci aiuti a credere di poter essere abbastanza, anche nei giorni in cui facciamo fatica a ricordarcelo.
Found Family: trovare casa nelle persone
Se c’è un elemento che accompagna tutta la storia, è il bisogno di appartenere a qualcosa. Zak e Killian hanno costruito una casa che è molto più di un luogo fisico, mentre Liam e Noah arrivano da una situazione in cui fidarsi degli altri sembra quasi impossibile.
Vedendo i loro primi approcci mi sono ritrovata a pensare che casa è quando ti senti parte di qualcosa senza restrizioni o giudizi, in cui ti senti al sicuro senza dover giustificare cosa si prova. Un posto in cui puoi essere te stessa, senza paura di non essere abbastanza. Ed è proprio nel modo in cui i quattro uomini iniziano a condividere i propri spazi e a costruire un legame che questa idea di casa prende forma.
Il loro incontro mette a confronto due modi diversi di vivere la vulnerabilità: chi teme di perdere il legame costruito negli anni e chi ha imparato a contare soltanto su sé stesso e sulle persone di cui si fida. Eppure, tutti hanno bisogno di qualcosa di simile: trovare qualcuno con cui poter abbassare le difese.
Chi mi conosce sa quanto sia importante per me il concetto di famiglia. Non è una questione di sangue, ma di scelta. È poter scegliere qualcuno, prendersene cura e offrirgli uno spazio in cui sentirsi al sicuro. È esserci, anche quando le cose si complicano. Per me, famiglia significa proprio questo: sapere di avere un posto nel mondo in cui tornare.
E sì, anche gli animali hanno il loro posto in questo quadro! Ho adorato vedere come facciano parte della quotidianità dei protagonisti. Perché la famiglia non è fatta soltanto di persone, ma anche di quelle presenze che ci regalano affetto senza chiedere spiegazioni. A volte basta averle accanto per sentirsi meno soli. E chi condivide la propria vita con un animale sa quanto questo legame possa essere profondo, sincero e capace di farci sentire a casa.
Sono quelle piccole presenze che fanno la differenza. Ed è bello trovare anche questo in una storia che parla di accoglienza, fiducia e seconde possibilità.
Poliamore e Slow Burn: l’amore può avere più forme
Il cuore del romanzo è la relazione tra quattro uomini, un aspetto che differenzia questo libro diverso dal classico MM romance costruito attorno a una sola coppia. L’autrice non si limita a mettere insieme due relazioni separate: prova a esplorare i sentimenti che cambiano, si ampliano e creano un equilibrio nuovo. È un percorso che richiede tempo, perché i protagonisti devono prima confrontarsi con le proprie insicurezze e capire che cosa desiderano davvero.
In questa storia ho trovato perfetta la componente slow burn che accompagna questa evoluzione, lasciando spazio alla vicinanza emotiva prima che all’intimità. Al centro di tutto il libro ci sono i legami, il sostegno reciproco e la possibilità di trovare una forma d’amore che non corrisponde necessariamente alle aspettative tradizionali.
Angst e Miscommunication: quando parlare sembra impossibile
Niente è perfetto. Se c’è una cosa che a tratti mi ha fatto storcere il naso, è proprio la difficoltà dei protagonisti nel comunicare. A volte mi sono ritrovata a pensare: ma perché non vi sedete e ne parlate? Questo cliché mi fa arrabbiare sempre. Ultimamente lo vedo in tutte le serie TV e, ogni volta, finisco per innervosirmi. Eppure, rimane un problema molto attuale. Non sappiamo più fermarci e parlare.
In questo libro riesco a capire come il passato, le paure e il timore di perdere qualcuno possano rendere tutto più complicato. Non sempre è facile dire quello che si prova, soprattutto quando ci sono ferite che non si sono mai davvero rimarginate. Eppure, in tanti momenti, avrei voluto che i protagonisti riuscissero a fare un passo in più, invece di lasciare che silenzi e incomprensioni prendessero il sopravvento.
Nonostante tutto, però, questa dinamica ha alimentato la mia curiosità. Ero così presa dal voler scoprire come si sarebbero evolute le cose da non lasciarmi fermare nemmeno dalla rabbia che provavo! Avrei comunque preferito qualche momento in più di confronto sincero e qualche incomprensione in meno. Perché a volte, anche quando le emozioni sono difficili da gestire, parlare può fare la differenza.
Four Ever mi avrà convinta?
È una lettura che punta molto sulle emozioni e sul percorso dei suoi protagonisti. Tutto questo ha reso Four Ever una storia coinvolgente, con una scrittura chiara e incisiva, capace di accompagnarmi tra momenti di tenerezza e altri decisamente più difficili.
Tra hurt/comfort, found family, slow burn e una relazione poliamorosa, Sloane Kennedy costruisce una storia in cui l’amore non è soltanto attrazione, ma anche fiducia, accoglienza e possibilità di ricominciare.
Non tutte le dinamiche mi hanno convinta allo stesso modo e alcune incomprensioni avrebbero potuto essere gestite meglio, ma ho amato leggere di persone imperfette, segnate dal passato e alla ricerca di un posto nel mondo. Sono proprio queste fragilità a rendere i protagonisti umani e a dare valore al loro percorso.
Lo consiglio a chi ama gli MM romance emotivi, i personaggi che devono affrontare le proprie ferite e le storie in cui la famiglia può assumere forme inaspettate.
4.5 out of 5.0 stars
