Buongiorno readers! Mi sono buttata in questa storia, nonostante io non ami gli age gap, e chissà perché non sono riuscita a finirlo finché non ero certa del giorno di uscita del suo continuo(che per la cronaca è oggi!!). Vi parlo di un romance ambientato tra Bologna-Seoul e con qualche accenno all’Egitto, in un’atmosfera da kdrama: Puoi chiamarmi Noona di Barbara Ottani. Pronti a buttarci in questa storia?

Puoi chiamarmi Noona di Barbara Ottani

Vorrei non essere così tanto un casino. Sono il mio stesso elefante nella stanza e non posso incolpare nessun altro.

Virginia ha trent’anni e nella sua vita c’è un uomo a cui lei non riesce a dire ‘no’. La loro relazione l’ha così ferita che pur di non vederlo più si trasferisce a Seoul: non la città dei suoi sogni, ma abbastanza lontana da farle sperare di non vederlo mai più. “Amore” è una di quelle parole che non vuole proprio sentire nominare.

Un capriccio del destino la catapulta nella vita di Park Minjun, che di anni ne ha ventiquattro e, pur essendo un inguaribile romantico, di innamorarsi non ne ha mai avuto il tempo: troppo impegnato a inseguire la carriera da idol.

Nonostante le sue insicurezze, il ruolo che lo intrappola in una gabbia dorata, le differenze culturali e d’età, è proprio Minjun a sconfiggere la paura e fare il primo passo. Riuscirà a convincere Virginia, che dell’amore non vuole nemmeno sentirne parlare, e guarire il suo cuore spezzato?


Multi pov e immedesimazione

Leggere questo libro romance è stata una ventata giocosa tra i capelli, quasi una carezza. Puoi chiamarmi Noona di Barbara è un libro che mi ha alleggerito il morale e accompagnato in questi mesi, alternandosi con altre letture.

È un libro che si legge velocemente, è quasi una violenza rallentare la lettura per non farsi mangiare dalla curiosità. In questo romanzo ci troviamo ad alternarci con diversi punti di vista, quasi a ricordare una di quelle istantanee con tanti soggetti da conoscere.

Premetto che non è un libro perfetto, si vede che è un libro esordio. Le prime pagine sono forse l’elemento in cui mi sono bloccata, probabilmente per una kpop stan come me è naturale vedere a primo acchito i vari riferimenti e ispirazioni. È preponderante la passione verso i BTS, come si vede anche nella tracklist a inizio libro.

Questo elemento di esordio si contrappone con forza a una bella caratterizzazione dei personaggi, anche quelli secondari. Ogni personaggio si presenta e racconta pagina per pagina, dimostrando al lettore di avere una sua costruzione caratteriale e una sua personalità più o meno consistente. Li ho trovati tutti interessanti e quasi reali, anche se avrei tanto voluto leggere di più degli amici italiani e della famiglia. Mi aspetto di saperne di più nel sequel!

Storia lineare e cultura coreana

Superati i primi capitoli introduttivi, la storia ingrana con una naturalezza sconcertante. Le vicende si susseguono con calma, come se uno stesse pettinando la protagonista prima della scena più importante della sua vita che arriva solo a fine libro sconvolgendo i vostri piani.

Virginia è un’italiana dall’animo ferito e un po’ perso, che decide di buttarsi nel vuoto e dare inizio all’avventura che le cambierà la vita. Un sogno comune a tutte le ragazze, oserei dire, in cui mi sono immedesimata in modo istantaneo e di cui ho apprezzato molto la parte inconscia che spinge Virginia a farlo.

Se i sentimenti sono affrontati con decisione e naturalezza, non ho colmato il mio appetito verso una cultura a me lontana. Si parla di Corea del Sud e di usi e costumi coreani, di una lingua che ci può apparire distante e per certi versi molte cose lo è. Barbara mi ha dato l’idea di universalismo e questo a tratti è un pregio, ma anche un difetto.

Mi sarei aspettata di leggere di scontri tra il modo di essere italiano e quello coreano, oppure i diversi atteggiamenti abitudinari che spesso ci discostano dalle altre culture soprattutto nel modo di pensare. È ovviamente un elemento difficile da trascrivere, eppure in questo romanzo ne ho letto poco e spesso mi sono chiesta in cosa fosse diversa Virginia dai coreani che la circondano. Sono certa che Barbara sia in grado di far emergere questi aspetti, magari soffermandosi di più sulle diversità tra le due culture e portando il lettore in prima persona a interfacciarsi con loro.

Barbara Ottani è una scrittrice che dona se stessa, l’ho sentito in tutto il libro. Ha uno stile versatile, diretto e semplice che arriva al cuore, ricordandoci la quotidianità fatta di imprecazioni, parolacce e molto altro. Ammetto che la sua scrittura si sposerebbe bene con un fantasy o anche uno distopico e ne ho avuto conferma leggendo la sua biografia a fine libro. Spero che dopo la storia della nostra Noona preferita potrà donarci anche un fantasy dall’ambientazione asiatica, chi lo sà se magari mi ascolterà!

Ambientazione e temi importanti

Puoi chiamarmi Noona è ambientato per lo più a Seoul e qui penso di aver notato l’abilità di Barbara nel trasportare il lettore in quel luogo. Mi sono sentita lì e mi ha affascinato molto. Gli elementi sono immediati e qui ho sentito molto di più la cultura coreana, soprattutto nei chioschi che frequenta Virginia in incognito.

In questo libro si parla di diversi temi importanti e non. Fin da subito facciamo i conti con il senso di ineguatezza che è insito nell’animo di Virginia, quello che ho sentito mio in ogni sua sfaccettatura e che vivo nel mio piccolo, e insieme a ciò ci scontriamo con la popolarità degli idol coreani e di quei fan che passano a diventare stalker spesso pericolosi.

Oltre ciò, anche se appena accennati, si parla di: verginità e dell’importanza dei sentimenti, del distacco dalla propria terra natia e della solitudine che si prova in terra straniera e, infine, di relazioni tossiche e incatenanti. Spero che questi temi si possano approfondire nel suo sequel che con ogni probabilità inizierò a breve, perché devo sapere come va a finire!

Infine, vorrei spendere due parole per il gruppo dei SRJ che ho amato. Barbara mi hai fatto sognare e immaginare questo gruppo sul palco. Ho amato la dolcezza e iperattività di Minjun, soprattutto il suo desiderio di perseguire i sentimenti prima di fare il passo più lungo, e insieme a lui ho amato anche il fratello Daejung, per cui vorrei poter leggere un approfondimento per il loro rapporto fraterno.

Devo confessare che a un certo punto ho avuto l’impressione che fosse un reverse harem, ma già a metà mi sono dovuta ricredere. È una storia che mi ha dato energia e che consiglia a chi ha bisogno di ricaricare le pile dalle incombenze quotidiane, dona leggerezza e sogni.

Al contrario non mi sento di consigliarla ai kpop stan perché potreste fare come la sottoscritta e avere difficoltà a vivere questi nuovi idol, i continui riferimenti e confronti potrebbero condizionare la lettura e non farvi apprezzare la creatività di Barbara. Proprio a tal proposito vi consiglio di guardare solo a fine lettura il post dei presta volto, sarà ancora più bello. Ve lo assicuro.

Puoi chiamarmi Noona è un romance leggero e avvolgente, tanto versatile da prestarsi a ogni tipo di lettore, anche quello più restio. Lo stile di quest’autrice potrebbe conquistarvi, nonostante il suo esordio ha molti elementi che la favoriscono e fa crescere l’aspettativa. Buttatevi se amate i trope age gap, first love e lui vergine, potreste trovare il vostro tesoro alla fine dell’arcobaleno, soprattutto con un finale così inaspettato e aperto!

Clara!

Informazioni sull'autore

Ho aperto Dreamage Blog nel 2017! Sotto sotto sono la più ansiosa delle blogger e quella che legge di più. Viaggio e fotografo in giro per il mondo, ma insieme a me ho sempre qualcosa da leggere, non importa il genere! Lavoro come Content creator e Social Media Manager, se cercate una mano a gestire i vostri profili contattatemi!

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