Buongiorno, readers! La parte che preferisco dell’avere la possibilità di collaborare, attraverso il blog, con scrittor* e Case editrici è il fatto di poter scoprire nuovi autor* e di poter uscire, di tanto in tanto, dalla mia comfort zone. Per questo motivo, pur non essendo un’assidua lettrice di chick-lit, quando ho letto la trama di Tutta colpa delle favole, scritto da Francesca C. Cominelli per Triskell Edizioni, ho pensato: perché no?

Mia, tra favole e oroscopo

Ciao, sono Mia. Ho trent’anni, credo nell’oroscopo e gestisco un sexy shop. Ah, sono vergine! Il motivo per cui nessuno ha ancora aperto il mio lucchetto è… Be’, è una storia lunga, iniziata ancora quando da bambina leggevo le favole e iniziavo a sognare il principe azzurro.

Credevo di averlo trovato, che sarei stata felice con lui, Noah Sherman, il mio ex migliore amico, che però mi ha pugnalata alle spalle. Ma ormai è una storia vecchia, preferisco dimenticarla. Ho cancellato Noah, l’ho eliminato.

Ora vivo nella Grande Mela con Mr. Darcy, il mio gatto. Passo la maggior parte del tempo con Eve, la mia sorella gemella, e Charlie, il mio vicino di pianerottolo gay che scopa anche per me. I miei genitori… li ho lasciati ad Annandale, la mia città di origine, sulle sponde di Sugar Lake. Mi limiterò a dire che sono due ex pornostar in fissa con la masturbazione.

Amo leggere. Il mio scrittore preferito è Noah Wright, l’autore di romanzi erotici più famoso del Nord America. Curioso che la mia nemesi e il mio sogno romantico abbiano lo stesso nome. Noah Sherman e Noah Wright. Che poi Wright non l’ho neppure mai visto. Nessuno lo ha fatto. La sua identità è top-secret. Ma in fondo che me ne importa? Sono sicura che è un tipo fantastico. Cioè, quasi sicura. Per tutti i macaron, deve esserlo!

Sapete qual è la fregatura? Da piccole ci bombardano con la storia di Cenerentola e questo è il risultato. Sogni l’uomo perfetto, ti ritrovi ad aspettare il principe azzurro. Ma forse non c’è nessun principe azzurro, e sarebbe meglio mettersi l’anima in pace. Sì, insomma, è tutta colpa delle favole.


Due pov: friends to lovers

A colpire subito il lettore è senza dubbio la scrittura di Francesca, sempre frizzante mentre accompagna i suoi due protagonisti nelle loro (dis)avventure.

Mia e Noah hanno all’incirca la mia età: lui è arrivato dove voleva, editor e scrittore, e il suo unico problema sembra essere il fatto di volersi o non volersi rivelare al suo pubblico.

Da un lato, per uno scrittore di romanzi erotici, uno pseudonimo è senza dubbio uno scudo per proteggersi dalle fan più accanite, dall’altra è un segreto che non sa per quanto avrà voglia di tenere nascosto: sue le parole, dovrebbe essere sua la gloria, non di uno scrittore dal volto invisibile creato a tavolino per fare innamorare di sé il fandom (anche se io già le vedo le sue lettrici, pronte a sbavare al suo cospetto, se potessero collegare al suo nome d’arte il suo bel faccino); lei, invece, è bloccata dalla sua ingombrante famiglia in una vita che non desiderava e che non sente la sua.

Voleva diventare editor, passa le sue giornate a gestire un sexy shop che non fa altro che causarle continui imbarazzi.

Una sottile critica al mondo che ci circonda

Il pregio della chick-lit, e la ragione per cui, pur non essendo esattamente la mia comfort zone, talvolta mi piace leggerne qualche libro, è la capacità di nascondere tematiche importanti dietro trame leggere, che non sempre necessitano di uscire dai binari tanto amati dal pubblico. In questo senso, credo che l’autrice sia riuscita a puntare il focus della vicenda su un dettaglio scottante che spesso viene utilizzato come topos ma senza essere affrontato a pieno: la verginità della protagonista.

Cosa significa, sembra chiedersi e chiederci Francesca, essere vergine a trent’anni, in un mondo in cui siamo costantemente bombardati da richiami al sesso e non farlo non sembra essere una scelta possibile? Pur utilizzando delle situazioni limite, come la scelta di donare a Mia due genitori pornostar che non fanno altro che darle consigli assolutamente fuori luogo o il fatto stesso di farla lavorare nell’attività di famiglia, l’autrice ci mette, già dalle prime pagine, la pulce nell’orecchio.

Non dovrebbe succedere, ma sappiamo che molte di noi, se non tutte, si sentirebbero esattamente come Mia, nella sua situazione: inadeguate e sbagliate, nonostante la scelta di “tenersela stretta” come qualcosa di prezioso sia una scelta consapevole, di cui andare fieri. Quanto dev’essere difficile, dover lottare costantemente contro un mondo che ti giudica per qualcosa che dovrebbe essere solo ed esclusivamente affari tuo?

Chiamiamole “fate madrine”

Intorno ai due protagonisti, come in ogni romanzo che si rispetti, ruotano i personaggi secondari, che credo rappresentino quello che più mi ha colpito di questa storia: se vogliamo rimanere nell’ambito fiabesco, possiamo quasi considerarli come quelle creature fatate che si assicurano che la storia vada sui giusti binari, senza troppe deviazioni: da una parte e dall’altra, aiutano i due protagonisti a fare dei passettini l’uno verso l’altro, ma talvolta li bloccano, mettendoli in guardia.

Ho amato così tanto la sorella di Mia che, verso la fine, mi sono ritrovata completamente dalla sua parte: non vi dico altro, però, per non rovinarvi la lettura!

In realtà, il personaggio con cui ho fatto più fatica ad empatizzare è stato proprio Noah, a cui vanno tutte le mie scuse. Posso immaginare perché Mia si sia innamorata di te, ma forse io avrei avuto bisogno di più dettagli positivi per cadere insieme a lei ai tuoi piedi. Ma in fondo, non si può mica piacere a tutti, no?

Tutta colpa delle favole: la rivincita dei romance

Partendo dalla mia esperienza personale, credo che questo romanzo sia una lettura perfetta per le giornate grigie, dopo le giornate pesanti, quando hai bisogno di catapultarti in un tipo di favola… più piccante di quelle che ci raccontavano da piccole, ma sempre impegnata della stessa magia!

Tutta colpa delle favole è una lettura spensierata, ma vi prego di non considerarla come una cosa negativa: non dovremmo nemmeno stare qui a ripeterlo ogni volta, ma non esistono romanzi di serie A e di serie B, quindi leggete quello che volete, ogni volta che vi va, soprattutto se è capace di farvi ridere e sognare il principe azzurro!

Vi piacciono i romanzi chick-lit? Avete qualche titolo da consigliarmi? Vi aspetto nei commenti!

4.0 out of 5.0 stars

Simona!

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