Buongiorno, readers! Oggi vi porto tra le pagine di una storia che mi ha emozionato nel profondo — una di quelle letture che non si dimenticano facilmente, che ti restano sottopelle e ti lasciano il cuore pieno e un po’ ferito. Con Dimonius, Mariasilvia Spano ci regala un fantasy romance MM originale e delicato, dove la mitologia infernale incontra le fragilità più umane, e dove la salute mentale diventa il cuore pulsante di una storia di redenzione e amore.
Dimonius di Mariasilvia Spano: urban fantasy MM tra temi forti
Esistono gli umani, gli angeli e i demoni. Gli ultimi due sono chiamati a portare gioia o infelicità fra i primi, in quello che è un vero e proprio lavoro retribuito a suon di crediti. Il loro operato assicura il mantenimento di un equilibrio alla base dell’intera realtà che li governa.
Romeo è un demone antico che tormenta gli umani da più di duemila anni. Da qualche secolo però, il suo lavoro non gli piace più. È svogliato e passa tutto il suo tempo a dormire o mangiare. Jules, un suo antipatico e giovane collega di soli duecento anni, gli lancia una sfida per cercare di stimolarlo: gettarsi nel ventennio dell’anno 2000, per tormentare un umano di nome Valerio, classificato come “caso difficile”.
Romeo, punto nell’orgoglio, accetta, determinato ad andare in missione solo per guadagnare abbastanza crediti da poter tornare a dormire e mangiare in pace per un altro paio di secoli. Valerio, appartenente alla categoria dei cosiddetti Millennials, si rivelerà però un obiettivo molto più ostico del previsto e Jules non sarà affatto d’aiuto.
Tra angeli, demoni e umani: un equilibrio imperfetto
Nel mondo creato dall’autrice, angeli e demoni lavorano come funzionari dell’equilibrio universale, portando felicità o infelicità agli umani in cambio di crediti. È un’idea brillante e fresca, un’interpretazione ironica e affascinante del Bene e del Male, che ribalta ogni stereotipo. Confesso di non aver avuto aspettative ed è stata la sorpresa più bella. Forse il segreto per vivere una lettura che ti resta addosso è proprio non aspettarsi nulla — e poi ritrovarsi a ricevere tutto.
E in questo universo, Romeo, demone millenario stanco e disilluso, è chiamato a tormentare Valerio, un giovane umano segnato dal dolore. Quella che nasce come una sfida diventa presto una missione del cuore, un viaggio verso la comprensione e la guarigione reciproca.
Romeo e Valerio: l’imperfezione dell’amore
Ho amato profondamente Romeo, con la sua malinconia antica, la sua ironia sfiancata, il suo bisogno di dormire per non sentire più nulla. E ho amato Valerio, fragile, ferito, ma capace di una luce che non si spegne mai del tutto.
Il loro incontro è un urto dolce e devastante — un perfetto “strangers to lovers” condito da hurt/comfort e da un’identità nascosta che rende tutto ancora più intenso. Pagina dopo pagina, i ruoli si confondono: chi salva chi? Il demone o l’umano? È in questo scambio, in questa crescita reciproca, che ho trovato una delle rappresentazioni più tenere e rispettose della depressione e della rinascita.
Salute mentale e redenzione: il cuore del romanzo
L’autrice riesce a trattare temi delicati come la depressione, il suicidio e la violenza con una sensibilità rara. Non li usa mai come mero espediente narrativo, ma come strumento di empatia e occasione di riscatto. Riuscire a trasporre tutto questo con gentilezza, eleganza ed estrema attenzione è un grande talento e Mariasilvia lo dimostra pienamente in questo romanzo dal profondo impatto emotivo.
Attraverso Romeo e Valerio, ci mostra quanto sia difficile e insieme meraviglioso ricominciare, quanto servano coraggio, comprensione e affetto per ritrovare la propria voce dopo il buio. È un fantasy che parla di guarigione e accettazione, in cui la magia serve solo a mettere a fuoco ciò che è più umano. Ammiro profondamente l’idea dell’autrice di usare il fantastico per raccontare temi attuali e introspezioni profonde della psiche umana.
Un’ambientazione che conquista tra Roma e Sardegna
Tra Roma contemporanea e un Inferno aziendale fatto di crediti, regole e sarcasmo, questo libro stupisce per originalità e coerenza interna. I dettagli sono vividi, le atmosfere ricche, e il tocco del dialetto romano e del richiamo sardo dona unicità, ritmo e identità alla narrazione. È una di quelle ambientazioni che non restano sullo sfondo, ma diventano parte viva della storia.
È stato estremamente immersivo e affascinante scoprire le espressioni sarde nel racconto. La capacità dell’autrice di mantenere viva la propria storia, tradizione e dialetto, intrecciandoli in una narrazione innovativa e suggestiva, aggiunge un elemento unico e prezioso all’intera esperienza di lettura.
Stile e ritmo moderno
La scrittura di quest’autrice è moderna, ironica e sincera, capace di passare dalla leggerezza all’intensità emotiva con naturalezza. Il ritmo è scorrevole, con una tensione narrativa sempre viva, un equilibrio riuscito tra dramma e ironia, luce e ombra. Le scene più forti non sono mai gratuite: servono a raccontare la fragilità con rispetto e delicatezza. Ogni momento è così unico e potente da coinvolgere il lettore completamente, facendolo sentire parte integrante della storia.
In conclusione
Questo libro è una storia che parla di dolore, amore e seconde possibilità, una favola oscura ma piena di luce, capace di commuovere e far sorridere nello stesso tempo. È il racconto di chi ha toccato il fondo e trova la forza di risalire — e di chi, pur essendo un demone, riesce a diventare profondamente umano. Una metafora potente e struggente, che mi è rimasta addosso come una carezza e una ferita insieme. Un libro che sento il bisogno di tenere vicino al letto: unico, intenso, imponente.
Una lettura che mi ha emozionato, mi ha fatto riflettere e mi ha fatto credere ancora nella bellezza delle anime imperfette. Perfetto per chi cerca un urban fantasy romance con cuore, introspezione e un pizzico di ironia infernale. Lo consiglio a tutti, perché parla a ogni cuore!
5.0 out of 5.0 stars
