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Buongiorno readers! Oggi torno a parlarvi di T. Enderly, un’autrice che ormai conoscete bene se seguite le mie recensioni. Questa volta ci porta tra le pagine di Everything Leads to You, un MM hockey romance che mi ha sorpresa per la sua struttura narrativa e per il modo in cui riesce a raccontare l’amore attraverso il tempo, i ricordi e le persone che ci accompagnano nella vita. Pronti a scoprire questa storia?

Everything leads to you: Un hockey romance MM di T. Enderly 

Tutti sanno che Jackson Monahan, portiere dei Toronto Maple Leafs, è nato per spezzare cuori.
A dimostrarlo sono le infinite relazioni fallite, il divorzio disastroso che ha alle spalle e il rapporto traballante con la figlia Delilah. L’unico ancora integro è quello del suo migliore amico, Sydney, da sempre al suo fianco sia attraverso le cose belle che quelle brutte.

I giornalisti ucciderebbero per ascoltare la sua storia: una storia fatta di pugni, scandali e segreti.
Ma c’è una sola persona a cui Jackson la racconterebbe mai.
Con un rapporto incrinato in procinto di spezzarsi una volta per tutte, Jackson non può più permettersi il lusso di tacere.
Come fare, però, quando la verità è sepolta tanto a fondo da essere irraggiungibile? Quando Jackson non ha il coraggio di ammetterla neanche con sé stesso?

Nessuno sa che Jackson Monahan è nato per avere il cuore spezzato.


Chi è l’amore della tua vita?

Jackson Monahan è un portiere di hockey dei Toronto Maple Leafs, un uomo che sembra avere tutto: una carriera, una certa notorietà e una vita sentimentale decisamente movimentata. Eppure, quando sua figlia Delilah gli pone una domanda, si ritrova completamente spiazzato.

«Vorrei che mi raccontassi come hai conosciuto l’amore della tua vita».

Una domanda semplice, almeno all’apparenza, che per Jackson diventa un vero e proprio viaggio nel passato. Perché non sa chi sia l’amore della sua vita, o forse non è mai riuscito a riconoscerlo davvero.

Delilah decide così di raccogliere le testimonianze delle persone che hanno attraversato la vita di suo padre, ricostruendo attraverso interviste, ricordi e confessioni una storia lunga più di vent’anni. Tra relazioni, errori, amicizie e sentimenti mai del tutto chiariti, c’è una presenza che ritorna costantemente: Sydney, il migliore amico di Jackson.

E forse, per trovare alcune risposte, bisogna prima avere il coraggio di guardare quello che abbiamo sempre avuto davanti.

Un viaggio tra ricordi, sentimenti e occasioni mancate

Una delle prime cose che mi ha colpita di Everything Leads to You è proprio la sua struttura narrativa. Non ci troviamo davanti a un racconto lineare, ma a una sorta di ricostruzione della vita di Jackson attraverso le interviste di Delilah.

È una scelta che ho apprezzato molto, perché permette di conoscere i personaggi attraverso prospettive differenti. La trovo innovativa e credo che rifletta un cambio di pensiero, un modo diverso di guardare e raccontare gli avvenimenti. Ogni testimonianza aggiunge qualcosa, cambia il modo in cui osserviamo determinati avvenimenti e ci lascia piccoli frammenti da mettere insieme.

Mi è piaciuto questo continuo salto tra passato e presente, perché non si limita a raccontarci cosa è successo, ma ci accompagna nella comprensione di come i personaggi siano arrivati a essere ciò che sono. È un po’ come ascoltare qualcuno raccontarti la propria vita, scoprendo che dietro ogni ricordo esiste una versione diversa della stessa storia. Io sono sempre rimasta affascinata dai racconti dei miei nonni, nonostante li abbia sentiti diverse volte sono però testimonianza del passato

E poi c’è quella domanda che accompagna tutta la lettura: chi è davvero l’amore della tua vita?

Non so voi, ma trovo che sia una domanda molto più complicata di quanto sembri. A volte mi capita di non riuscire a dare un nome preciso a quello che provo, soprattutto quando entrano in gioco le aspettative, le paure e tutte quelle convinzioni che ci portiamo dietro. Credo che non sempre siamo davvero in ascolto di noi stessi e che, qualche volta, finiamo per confondere ciò che desideriamo con ciò che pensiamo ci si aspetti da noi.

Jackson e Sydney: quanto vorrei prendervi per mano!

Partiamo da Jackson, perché questo personaggio mi ha fatto provare sentimenti decisamente contrastanti. Una delle cose che odio di più nelle storie è quando un personaggio non riesce a vedere quello che ha davanti agli occhi. È uno dei miei cliché più odiati e, naturalmente, l’autrice ha deciso di mettermi alla prova!

Jackson è testardo, a volte esasperante e in certi momenti avrei davvero voluto scuoterlo. Dopo averlo sopportato per un po’, però, credo che avrei semplicemente voluto prenderlo per mano e fargli entrare in testa un paio di cosette. Perché il problema non è soltanto non riconoscere i propri sentimenti, ma continuare a rimandare, lasciando che siano le circostanze e le altre persone a decidere al posto nostro.

E qui devo ammettere che alcune sue dinamiche mi hanno fatto riflettere anche personalmente. Ho sempre trovato difficile prendere determinate decisioni, soprattutto quando ho paura delle conseguenze. A volte il timore di sbagliare, di perdere tempo o di mandare tutto allo scatafascio diventa così ingombrante da rendere complicato persino capire cosa vogliamo davvero. Leggere Jackson mi ha riportata proprio a questo pensiero: quanto possiamo perdere mentre cerchiamo di evitare di fare la scelta sbagliata?

E poi c’è Sydney. Readers, io con lui ho sofferto!

Di solito sono una persona che tende a vivere molto le emozioni dei personaggi. Quando una storia riesce a coinvolgermi, non mi limito a osservare quello che succede, ma finisco per sentire tutto insieme a loro. Con Sydney questa sensazione è stata particolarmente forte.

La sua presenza, la sua fragilità e il modo in cui attraversa gli anni accanto a Jackson mi hanno colpita profondamente. Ci sono momenti in cui avrei voluto semplicemente entrare nelle pagine e abbracciarlo.

Non voglio raccontarvi troppo, perché credo che una parte della bellezza di questa storia stia proprio nello scoprire gradualmente quello che si nasconde dietro i personaggi. Posso però dirvi che Sydney è uno di quelli che difficilmente dimenticherete. E se Jackson mi ha fatto perdere la pazienza, Sydney mi ha fatto fermare.

Non è una lettura che ho sempre avuto voglia di divorare senza pause: in alcuni momenti ho avuto bisogno di prendermi del tempo, lasciare sedimentare quello che avevo appena letto e tornare alla storia quando mi sentivo pronta.

Delilah e il significato di famiglia

Ormai credo sia abbastanza evidente che il found family sia uno dei miei trope preferiti. Mi piace ritrovare nelle storie quel concetto di famiglia che non si limita ai legami biologici, ma che si costruisce attraverso la presenza, la cura e le persone che scegliamo di tenere nella nostra vita.

In Everything Leads to You questo aspetto mi ha conquistata particolarmente.

Delilah è un personaggio che ho adorato: intelligente, determinata, curiosa e decisamente poco incline ad accettare risposte poco convincenti da suo padre! È lei a mettere in moto tutto, ma il suo ruolo va ben oltre quello di una figlia che vuole conoscere il passato di Jackson. Il rapporto che costruisce con Sydney è uno degli elementi che ho apprezzato maggiormente.

Mi piace quando un romanzo riesce a raccontare la famiglia in questo modo, mostrando come l’affetto, la quotidianità e la scelta di esserci possano creare legami profondissimi. Non sempre essere famiglia significa condividere lo stesso sangue. A volte significa essere presenti, diventare un punto di riferimento e scegliere di restare anche quando le cose non sono semplici. Ed è una delle cose che mi piace ritrovare nelle mie letture: personaggi che, in modi diversi, riescono a costruire un posto a cui appartenere.

Una nuova strada, la stessa anima introspettiva

Ho letto diversi romanzi dell’autrice e, proprio per questo, affrontare Everything Leads to You è stato interessante anche per un altro motivo: vedere come si sia evoluta la sua scrittura. Rispetto all’ultimo suo libro che avevo letto, ho percepito un cambiamento. Non parlo di una perdita della sua identità narrativa, anzi! La sua vena introspettiva rimane e continua a essere uno degli elementi che la distinguono da tanti altri autori del genere.

Qui, però, ho trovato qualcosa di diverso nel modo in cui riesce a trasmettere le emozioni.

Non mi sono limitata a comprendere la sofferenza dei personaggi o a riconoscere i loro sentimenti: li ho vissuti con una tangibilità che mi ha sorpresa. È come se alcune emozioni fossero diventate così presenti da richiedere una pausa, un momento per respirare e rimettere insieme i pensieri.

Ed è una cosa che apprezzo molto quando leggo.

Mi piace vedere un’autrice sperimentare, provare strade nuove e non rimanere necessariamente legata a una formula che ha già funzionato. Adoro scoprire cosa riesce a inventare, quali nuove dinamiche decide di esplorare e come sceglie di raccontarle. Anche la struttura di questo romanzo dimostra questa voglia di sperimentare. Il continuo intreccio tra interviste, passato e presente rende la narrazione particolare e, nonostante la lunghezza, la lettura rimane coinvolgente.

Avrei forse desiderato qualche approfondimento in più su alcune dinamiche e soprattutto su Sydney, al quale avrei volentieri dedicato ancora più pagine. Anche la componente sportiva rimane piuttosto sullo sfondo, quindi non lo definirei una lettura da scegliere aspettandosi un hockey romance incentrato sullo sport.

Ma sono osservazioni che non cambiano quello che mi ha lasciato questa storia.

In conclusione

Ci sono libri che arrivano in momenti particolari e che, senza necessariamente raccontare qualcosa di nuovo, riescono a toccare corde che avevamo bisogno di ascoltare.

Per me il libro di Enderly è stato uno di questi. Mi ha fatto arrabbiare con Jackson, soffrire con Sydney e innamorare ancora una volta di quel concetto di famiglia che tanto amo ritrovare nelle storie. Mi ha anche lasciato una riflessione sulle decisioni, sul tempo che passa e sulla paura di scegliere, perché a volte siamo così concentrati su quello che potrebbe andare storto da non accorgerci di quello che stiamo lasciando indietro.

T. Enderly mi ha sorpresa. Ha sperimentato una strada diversa, mantenendo quella profondità introspettiva che apprezzo nei suoi romanzi, ma riuscendo qui a rendere le emozioni incredibilmente vive e vicine. E sapete cosa mi piace di più? Sapere che un’autrice non ha finito di sorprendermi, che posso ancora chiedermi cosa riuscirà a inventare la prossima volta.

Le sue storie, almeno per me, hanno questa capacità: arrivano quando ne hai bisogno e ti lasciano qualcosa su cui continuare a pensare anche dopo aver chiuso il libro. Perciò, se vi capita tra le mani Everything Leads to You, leggetelo. Non fermatevi all’idea di un semplice MM romance o di uno sport romance, perché tra queste pagine c’è molto di più.

E preparatevi a voler bene a Sydney, a perdere la pazienza con Jackson e a chiedervi, magari, quante volte anche noi non siamo riusciti a vedere quello che avevamo proprio davanti agli occhi. Perché, in fondo, ogni strada può portarci lontano, ma non sempre ci allontana da ciò che conta davvero.

4.5 out of 5.0 stars

Clara!

Informazioni sull'autore

Ho aperto Dreamage Blog nel 2017! Sotto sotto sono la più ansiosa delle blogger e quella che legge di più. Viaggio e fotografo in giro per il mondo, ma insieme a me ho sempre qualcosa da leggere, non importa il genere! Lavoro come Content creator e Copywriter, se cercate una mano a gestire i vostri profili contattatemi!

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