Buongiorno readers! Oggi vi parlo del primo volume di Ride of Hearts vol.1 scritta da Kyara A. in casa Chrysalide Publishing. Uno sport romance vibrante che unisce slow burn, multi POV e personaggi imperfetti capaci di lasciare il segno. Pronti a conoscere i protagonisti di questa storia?
Ride of Hearts
Arya West vive nel modo spensierato che tutti si aspettano da lei e sembra che abbia tutto sotto controllo. Dietro il suo sorriso brillante, però, si nasconde un passato di crepe che ha imparato a mascherare alla perfezione.
Finché la vita non decide di metterla alla prova. L’arrivo di Nathaniel Hart, il nuovo arrogante e fastidioso coinquilino del suo migliore amico Sam, manda in frantumi il fragile equilibrio che Arya si è costruita. Nate è un pilota di MotoGP pronto a spiccare il volo, ma anche lui porta cicatrici che non è pronto a mostrare. Tra battibecchi e segreti che premono per emergere, Arya e Nate scopriranno che anime diverse sono capaci di riconoscersi al buio.
Sam, giocatore di football orgoglioso e fiero della sua identità queer, soffre per una ferita ancora aperta. Eppure, l’attrazione esplode verso un amico di sempre e nonostante tutto non riesce a tirarsi indietro.
Jas, il re delle feste, vive per far sorridere gli altri. Quando i sentimenti inattesi per Sam iniziano a fiorire, metterà in dubbio tutto quello che credeva di sapere su se stesso. Sam e Jas si ritroveranno a inciampare, sbagliare e rialzarsi, e capiranno che a volte dall’amicizia può sbocciare l’amore.
Amo la F1 tanto quanto la MotoGp , eppure non mi era ancora capitato di leggere uno sport romance incentrato proprio su quest’ultimo sport. Quale occasione migliore, quindi, del Review Party organizzato da Chrysalide Publishing per parlarvi di Ride of Hearts volume 1 di Kyara A?
Hate to love / Enemies to lovers (MF)
Arya West vive come tutti si aspettano da lei: solare, ironica, sempre pronta a sdrammatizzare. Dietro quel sorriso brillante, però, si nasconde un passato fatto di crepe che non hanno mai smesso di farsi sentire. Quando la vita decide di metterla alla prova, l’equilibrio fragile che si è costruita inizia lentamente a incrinarsi.
Per fortuna, al suo fianco c’è Amelya, la migliore amica che non la lascia mai sola, pronta a tirarle su il morale e a sostenerla nei momenti più difficili, soprattutto quando la madre di Arya non è lucida.
L’arrivo di Nathaniel Hart, nuovo e arrogante coinquilino del suo migliore amico Sam, è la scintilla che manda tutto in frantumi. Nate è fastidioso, provocatorio e sembra avere il mondo in mano: è un pilota di MotoGP pronto a spiccare il volo. Ma, come Arya, anche lui porta addosso cicatrici che non è disposto a mostrare.
Nate costruisce muri altissimi per tenere il passato lontano, ma Arya è una di quelle persone capaci di insinuarsi tra le crepe, riportando luce dove sembra non essercene più. Il loro rapporto nasce tra battibecchi, diffidenza e una tensione costante. Il primo incontro è un cliché, sì, ma di quelli che fanno sorridere e ti fanno dimenticare tutto il resto.
Tra loro nulla è immediato, nulla è semplice. Si osservano, si studiano, si tengono a distanza, come se entrambi sapessero che avvicinarsi significherebbe toccare un punto troppo fragile. Ed è proprio questa lentezza a rendere il loro legame credibile: due anime diverse che imparano a riconoscersi anche quando tutto è buio.
Arya e Nate sono l’incarnazione perfetta dell’enemies to lovers, un hate to love ben costruito, capace di far battere il cuore e trascinare il lettore nella loro storia. Complimenti all’autrice, perché anch’io sono rimasta affascinata dal loro modo di comunicare: spigoloso, intenso, ma incredibilmente romantico.
«Era sole in mezzo alla tempesta. Colore nel cielo grigio. Era impossibile non restare a guardarla. Arya era il sole.»
Friends to lovers: quando l’amicizia cambia forma
Una delle storyline che mi ha colpita di più è quella di Sam e Jas, un friends to lovers delicato e intenso. Sam è un giocatore di football fiero della propria identità queer, ma segnato da una ferita ancora aperta. Jas, invece, è il re delle feste, quello che vive per far sorridere gli altri e che raramente si ferma a chiedersi cosa desidera davvero.
Il loro rapporto parla di sentimenti inattesi, di confusione e di paura. Di quanto possa essere destabilizzante rendersi conto che l’amicizia, a volte, può trasformarsi in qualcosa di più profondo. Sam e Jas inciampano, sbagliano, si fanno male e poi provano a rialzarsi. È una storia tenera e imperfetta, che racconta l’amore senza idealizzarlo, ma mostrandolo per quello che è: complicato e reale.
Vi confesso che avrei voluto essere dentro il libro, anche solo per fare da spalla a Sam in certi momenti o per fare baldoria e chiacchierare con Jas, aiutandolo quando si perde nel tentativo di capire chi è e cosa desidera davvero.
Emotional scars: le ferite che non smettono di farsi sentire
Ride of Hearts è attraversato da un tema costante: le ferite emotive. Tutti i personaggi, a modo loro, convivono con un passato che pesa e che influenza ogni scelta. Non esistono soluzioni rapide né guarigioni miracolose, ma solo tentativi, passi avanti e inevitabili ricadute.
Ognuno di loro porta con sé infinite crepe, che spesso preferisce nascondere per paura di sprofondare ancora di più. Ho apprezzato molto il modo in cui la fragilità viene raccontata: non come una debolezza da eliminare, ma come una parte integrante dell’identità. A volte si va avanti, altre si torna indietro, e va bene così.
La componente LGBTQ+, soprattutto nel percorso di Sam e Jas, è trattata con sensibilità e rispetto, mostrando paure, insicurezze e bisogno di accettazione. Ed è anche per questo che questa storia mi ha conquistata ancora di più.
Slow burn & multi POV
La scrittura di Kyara A. è fluida e scorrevole, capace di alternare momenti leggeri a passaggi emotivamente più intensi. Il multi POV funziona molto bene: i dialoghi risultano naturali e contribuiscono a rendere i personaggi autentici e tridimensionali.
Non ci sono colpi di scena forzati, ma una tensione emotiva costante che accompagna il lettore pagina dopo pagina, nonostante lo slow burn. È una storia che si prende il suo tempo, che cresce piano, lasciando spazio ai sentimenti e alle relazioni, senza correre verso una risoluzione facile. Ho amato ogni minuto di lettura, e questo nonostante la MotoGP non sia sempre al centro della scena.
Consiglio la lettura di questo libro? Assolutamente sì, soprattutto a chi ama le storie romantiche cariche di emozioni, con personaggi imperfetti, legami profondi e un forte focus sull’interiorità.
È un romanzo che parla di amore, amicizia e rinascita, e che ricorda quanto, a volte, sia proprio dalle crepe che filtra la luce. Ricordiamoci inoltre che è un primo volume…chissà cosa succederà successivamente. Non vedo l’oraaaa!!
4.5 out of 5.0 stars
