Buon giorno readers, oggi parliamo del libro letto a febbraio per la nostra Dreamage 2021 reading challenge, ci sarà piaciuto il romanzo o sarà solo un libro di moda?

E’ un fantasy pieno di intrighi di corte, cospirazione e magia?

La principessa Hesina di Yan ha sempre desiderato sfuggire alle responsabilità della corona, per vivere nell’anonimato. Ma quando il suo amato padre muore, viene gettata nell’arena dei giochi di potere e diventa all’improvviso sovrana di un regno incredibilmente instabile. Per di più, Hesina è convinta che il re sia stato ucciso, e che l’omicida sia qualcuno che le è molto vicino.

La corte è piena di ipocriti e delatori che non vedono l’ora di approfittare della morte del monarca per accrescere la propria influenza: ciascuno di loro potrebbe essere l’assassino.

I suoi consiglieri vorrebbero che Hesina accusasse il regno confinante di Kendi’a, il cui governante ha già radunato le truppe per la guerra. Determinata invece a trovare il vero colpevole e con qualche dubbio sulla fedeltà della sua stessa famiglia, Hesina compie un gesto disperato: si rivolge a un’indovina, il Giaggiolo argenteo.

Un atto di tradimento, punibile con la morte, poiché la magia nel regno di Yan è da secoli vietata dalla legge. Seguendo le parole della veggente, Hesina chiede aiuto ad Akira, un delinquente patentato dalla mente brillante e acuta, un detenuto che nasconde più di un segreto.

Il futuro del regno di Yan è in pericolo: riuscirà Hesina ad avere giustizia per suo padre? O il prezzo da pagare sarà troppo alto?


Il romanzo si concentra sulla principessa Hesina di Yan che ha sempre desiderato sfuggire alle responsabilità della corona, per vivere nell’anonimato, ma quando suo padre muore, diverrà automaticamente sovrana di un regno incredibilmente instabile. Hesina è convinta che il re sia stato ucciso e che l’omicida sia qualcuno che le è molto vicino.

Riuscirà Hesina a trovare il vero colpevole? Chi sarà l’assassino? 

La principessa Hesina di Yan, determinata a trovare chi ha ucciso suo padre, chiederà aiuto a una veggente, compiendo un’azione che nel regno di Yan è considerato tradimento, visto che la magia è stata vietata centinaia di anni fa.

Nonostante abbia ottenuto le informazioni per via sovrannaturale, Hesina non si può fidare di nessuno, perfino dei membri della sua stessa famiglia, cosi decide di rivolgersi ad Akira, un brillante investigatore che nasconde anche lui dei segreti.


Joan He ci introduce in un impero fondato sulla legge e sui precetti, le cui origini affondano in un mare di sangue, quello degli Indovini, ovvero persone nate con un dono e perseguitate dagli Undici, che hanno estirpato il dominio della magia e della superiorità monetaria da Yan, imponendo al popolo un nuovo governo basato sull’uguaglianza e sull’osservanza dei Precetti.

Nella stirpe della Gru abbiamo notato che, i primi capitoli del libro risultavano leggermente lenti, rendendo il racconto pesante e portando il lettore a perdersi, concentrando l’attenzione altrove.

Nonostante ciò, sembra che il romanzo si divida in due parti, in cui la seconda parte mostra una affidabilità e attrae il lettore maggiormente rispetto alla prima parte, come se fosse stato scritto con due scritture diverse.

Come sono i personaggi?

Nonostante siano descritti in modo attendo, i personaggi sembrano mostrarsi un po’ fuori dal comune, a partire dalla nostra protagonista che appare forse troppo ingenua e durante l’impresa nel scoprire chi è l’assassino del padre, ricascherà nelle stesse situazioni senza mai prendere l’iniziativa propria.

Avendo letto altri libri del genere YA, La stirpe della gru si distingue per la mancanza di scene davvero legate al genere Young adult anzi possiamo affermare che questo libro si discosti davvero dal genere.

La stirpe della Gru è un libro gradevole che possiede un pizzico di fascino accattivante grazie all’alone di mistero che ruota intorno ad esso.

La scrittura di Joan He è coinvolgente e allo stesso tempo semplice, permettendo al lettore di entrare dentro alla narrazione che riuscirà a ingranare soltanto continuando a leggerlo. 

All’interno del libro, abbiamo notato, delle somiglianze tra il regno di Yan e l’antico impero cinese. Yan appare ai nostri occhi come una rielaborazione narrativa dell’antica Cina, partendo dalle tradizioni del vestiario, passando ai riti e finendo con l’organizzazione statale.

Questi dettagli hanno reso il romanzo più affascinante arricchendo il nostro sapere sul paese asiatico, speravamo che l’autore ne parlasse di più ma invece non è stato cosi, lasciandoci con un vuoto dentro.

Cosa pensano le blogger di Dreamage del romanzo?

Il pensiero di Alessia: «Sinceramente rispetto ad altri fantasy questo libro è interessante per gli elementi della cultura asiatica che sono stati inseriti, nonostante questo fattore il romanzo non è riuscito a trasportarmi nel regno instabile, lasciandomi con la bocca asciutta anche se fin dall’inizio ero rimasta molto affascinata dalla copertina e dalla trama

Sara afferma: «La stirpe della Gru è un romanzo autoconclusivo che secondo me, poteva avere una conclusione diversa o altri sequel che portassero più dettagli e particolari intriganti alla narrazione.» 

Mentre Clara pensa: «Leggere questo romanzo è come viaggiare nel tempo e attraverso una cultura diversa dalla mia, La stirpe della gru è forse uno dei pochi libri che mi ha affascinato nell’ultimo periodo. Ho amato l’impostazione dell’ambientazione e l’idea di base, ma leggendo mi ha fatto pensare continuamente ai drama cinesi che ho visto in passato, vedendo una certa somiglianza di trama. Nel complesso non mi è dispiaciuta la lettura, ma pensavo potesse essere migliore

 Voto: 📚📚📚.5 /5

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