Buongiorno readers! Oggi ti parlo del secondo capitolo della Rouinos Love Trilogy di Brynne Weaver: Leather and Lark. Una dark commedy dove con un matrimonio di convenienza si cerca di salvare la reputazione di Lachlan, un grumpy che vuole lasciare il suo lavoro da sicario. Mi avrà coinvolto?
- Leathee and Lark di Brynne Weaver: un dark commedy che non mi aspettavo
- Una delusione che brucia
- Un hate to love promettente con matrimonio di convenienza
- Una partenza lenta, troppo lenta
- Personaggi opachi e poco convincenti
- Scrittura e tono: discontinuità evidente
- Conclusioni: una lettura che lascia l’amaro in bocca
Leathee and Lark di Brynne Weaver: un dark commedy che non mi aspettavo
Lachlan Kane, killer professionista, vorrebbe ritirarsi dagli “affari” e dimenticare il passato dedicandosi al suo negozio di pelletteria.
Impresa tutt’altro che facile… fino a quando Lark Montague, cantante indie nonché migliore amica della ragazza di suo fratello, gli propone un accordo: lui darà la caccia a un assassino e lei gli garantirà la libertà.
Perché il piano funzioni, però, dovranno sposarsi.
Una delusione che brucia
Secondo volume della “Ruinous Love Trilogy” di Brynne Weaver, Leather and Lark si propone come una dark comedy romantica con sfumature thriller. La storia di Lachlan e Lark era tra le più attese dai lettori della serie, me compresa. Eppure, il risultato finale è stato decisamente sotto le aspettative.
Anche se l’autrice presenta il romanzo come una storia stand-alone, consiglio comunque di leggere prima Butcher and Blackbird, primo capitolo della trilogia. Non solo per evitare spoiler (ce ne sono diversi), ma anche per comprendere meglio i legami tra i personaggi, i loro trascorsi e il mondo narrativo che Weaver ha costruito. Senza il contesto del primo libro, molte dinamiche rischiano di apparire confuse o superficiali.
Un hate to love promettente con matrimonio di convenienza
Lachlan Kane è un ex sicario, deciso a lasciare il mondo del crimine per aprire un tranquillo negozio di pelletteria. Lark Montague è una cantante indie, ferita dal suo passato e impegnata in una personale crociata contro uomini abusanti. Quando Lark propone a Lachlan un matrimonio di convenienza per aiutarlo a ottenere la libertà in cambio del suo aiuto per scoprire l’identità di un serial killer che sta facendo fuori i membri della sua famiglia, tutto lascia pensare a una storia intensa, piena di azione, tensione emotiva e colpi di scena.
Aggiungiamo una zia impicciona, un killer sfuggente, e due protagonisti con un passato oscuro e doloroso, e il mix pare perfetto per un dark romance con le carte in regola per lasciare il segno. Purtroppo, la realtà è ben diversa.
Una partenza lenta, troppo lenta
Il principale problema di Leather and Lark è il ritmo. La prima metà del libro è sorprendentemente lenta, quasi stagnante. L’autrice dedica tantissimo spazio all’introspezione e alle dinamiche familiari, ma lo fa in modo ripetitivo e spesso privo di mordente.
I dialoghi non brillano, e la tensione — sia erotica che narrativa — fatica a decollare. La trama centrale, quella del killer che perseguita la famiglia di Lark, rimane sullo sfondo per troppo tempo, come se fosse un pretesto narrativo anziché il cuore pulsante della storia.
Solo nelle ultime 80 pagine il romanzo prende vita, ma ormai è troppo tardi per recuperare il coinvolgimento emotivo e narrativo perduto. Gli eventi si concentrano tutti nel finale, con svolte frettolose, che danno un senso di squilibrio generale all’intera struttura del libro.
Personaggi opachi e poco convincenti
Uno dei punti di forza del primo libro della trilogia era l’alchimia tra i protagonisti. In Butcher and Blackbird, il legame tra i due personaggi principali era vivo, reale, quasi tangibile. In Leather and Lark, invece, questa magia sembra completamente assente.
Lark è un personaggio che sulla carta avrebbe tutto per affascinare: indipendente, tormentata, con un codice morale ambiguo ma coerente. Tuttavia, la sua voce narrativa appare spesso forzata, poco autentica. Lachlan, dal canto suo, è ben lontano dal carisma oscuro che ci si aspetterebbe da un ex sicario. Il suo sviluppo psicologico è debole, le sue motivazioni poco esplorate, e il suo rapporto con Lark manca di profondità e tensione emotiva.
Anche il doppio punto di vista alternato, che dovrebbe offrire maggiore introspezione e sfaccettature ai protagonisti, finisce per risultare poco incisivo. Le due voci si somigliano troppo e mancano di reale contrasto o tensione.
Scrittura e tono: discontinuità evidente
Uno degli aspetti più strani — e deludenti — di questo secondo volume è la sensazione costante di trovarsi davanti a un’autrice diversa rispetto al primo libro. Lo stile brillante, caustico, ironico e profondo che aveva reso il primo un romanzo originale e coinvolgente sembra essersi dissolto in questo secondo capitolo.
Il tono è incerto, oscillante tra il melodrammatico e il grottesco, senza mai trovare un equilibrio. Gli elementi dark comedy, che dovrebbero smorzare la tensione e dare personalità alla storia, qui risultano spesso fuori luogo o mal calibrati.
Conclusioni: una lettura che lascia l’amaro in bocca
Questo è un libro che partiva con grandi promesse, ma finisce per deludere su quasi tutti i fronti. Il ritmo lento, i personaggi poco empatici, lo sviluppo narrativo sbilanciato e la scrittura meno ispirata rispetto al primo volume fanno di questo romanzo un’occasione mancata.
Chi, come me, aspettava con impazienza la storia di Lachlan e Lark resterà probabilmente deluso. Una lettura che fatica a lasciare il segno, e che, purtroppo, rischia di incrinare l’interesse per il terzo e ultimo capitolo della trilogia.
3.5 out of 5.0 stars