Buongiorno readers! Oggi vi porto la recensione di Knot me, knot me not, primo volume della serie Draghi innamorati di T. Enderly, che ho avuto il piacere di leggere in anteprima. E se vi dicessi che questo libro unisce un romance MM, mutaforma, MPreg, anime gemelle e draghi in una storia sorprendentemente dolce? Se questi trope hanno catturato la vostra attenzione, continuate a leggere perché questo fantasy romance potrebbe essere la prossima lettura da aggiungere alla vostra TBR.
Knot me, knot me not: Draghi innamorati #1, un mutaforma spicy con MPreg di T. Enderly
E se il vero amore non fosse come te lo aspetti?
Thiessen e Tamlyn sono uniti da un destino in cui quest’ultimo non crede.
Ricco, solitario e affascinante.
Tamlyn è tutte queste cose e molto di più.
È anche un drago e, in quanto tale, non crede nei compagni predestinati.
Questo fino a che, al matrimonio di un amico, non gli si avvicina un Inseparabile per chiedergli di ballare.
Nel momento in cui Thiessen ha visto Tamlyn ogni cosa è andata al suo posto.
Amore a prima vista non renderebbe l’idea della vastità dei suoi sentimenti, perché quello è il suo mate.
Solo che Tamlyn, sebbene abbia acconsentito a sposarlo, è evasivo, scostante e reticente a lasciarsi andare.
E Thiessen non ne capisce il motivo.
Tamlyn dovrà fare i conti con un marito solare e determinato da un lato e il suo cuore di rettile traditore dall’altro.
Un cuore che non può fare a meno di battere per il suo piccolo uccellino.
Chi avrà la meglio?
Knot me, knot me not è un romance MM con mutaforma ed MPreg, una sana dose di spicy e una relazione che si muove velocemente, oltre a compagni predestinati e, ovviamente, il lieto fine.
Libro CCC (Corto, Carino e Coccoloso), primo della serie Draghi innamorati
Vi faccio una confessione: questa è probabilmente una delle letture meno ragionate che abbia fatto negli ultimi mesi. Non ho letto la trama, non ho cercato informazioni sulle specie protagoniste e, al di là di qualche anticipazione dell’autrice, non sapevo praticamente nulla della storia. Ho visto una sola parola nella scheda del libro, MPreg, e mi sono detta: “Va bene così, mi basta.” Mi sono lanciata senza sapere cosa aspettarmi e, forse proprio per questo, la sorpresa è stata ancora più bella.
Un fantasy romance con mutaforma originali
La prima cosa che mi ha colpita è il worldbuilding. T. Enderly non interrompe mai la narrazione con lunghe spiegazioni, ma lascia che il lettore scopra il mondo poco alla volta, seguendo Thiessen e Tamlyn. È un fantasy che si assimila in maniera spontanea e questo rende la lettura estremamente fluida.
Ma ciò che ho apprezzato di più è stata la scelta dei mutaforma. Finalmente qualcosa di diverso dal solito. Da una parte troviamo i draghi, dall’altra gli agapornis, gli “Inseparabili”, trasformati in una società che fonda la propria esistenza sul concetto di anima gemella. È un’idea originale che dà una forte identità al romanzo e lo distingue dai classici paranormal romance.
Anche lo stile rappresenta uno stacco rispetto ai precedenti libri dell’autrice. Se in Raspberry Paradox e Secretary avevo trovato storie più intense e passionali, qui l’autrice sceglie toni più morbidi e rassicuranti. Uno stacco che mi ha emozionata e che ho apprezzato tantissimo. Avevo bisogno di distrarre il cervello e farlo rilassare colmato dalla dolcezza.
Thiessen e Tamlyn: due opposti che funzionano
Thiessen e Tamlyn sembrano avere tutto per essere incompatibili. Thiessen è un Inseparabile cresciuto credendo nelle anime gemelle, romantico e fiducioso verso il destino. Tamlyn, invece, è un drago forte, razionale e profondamente frenato dalle proprie paure. Il loro rapporto nasce tra incomprensioni e timori, ma proprio questa costruzione graduale è uno degli aspetti che ho preferito.
E lasciatemi aprire una piccola parentesi. Dopo Tamlin di A Court of Thorns and Roses, avevo sviluppato una certa diffidenza verso questo nome. Per fortuna il Tamlyn di T. Enderly è decisamente più assennato e finalmente posso associare questo nome a un personaggio che merita di essere ricordato con affetto.
Pur essendo un fast burn, la relazione non mi è sembrata frettolosa. L’autrice dedica il giusto spazio alla crescita emotiva dei protagonisti e costruisce un rapporto credibile, fatto di piccoli passi, fragilità e fiducia reciproca. Mi piace la sua visione di queste anime predestinate, o in gergo letterario delle fated mates: non sono il classico instant love, ma un legame che parte da distanze, paure e incomprensioni per convogliare in qualcosa di più maturo, costruito e autentico.
Molto più di un romance MM
Come nei suoi romanzi precedenti, anche qui l’autrice utilizza il romance per raccontare qualcosa di più profondo.
Dietro draghi, anime gemelle e mutaforma si nascondono riflessioni molto attuali: il peso della solitudine, la paura di non sentirsi abbastanza desiderati, il timore di non essere la scelta giusta per qualcuno. Ma c’è anche il lato opposto, quello della cura e della protezione, così forti da trasformarsi quasi nella paura di poter ferire la persona che si ama.
Sono temi concreti, raccontati con una delicatezza che rende facile immedesimarsi nei protagonisti. Più volte, durante la lettura, mi sono fermata a riflettere su quanto queste emozioni siano universali e vicine a tutti noi. Credo che chiunque, almeno una volta, abbia avuto paura di non essere abbastanza o abbia cercato di proteggere qualcuno a tal punto da mettere in secondo piano i propri sentimenti. In alcuni passaggi mi sono sentita persino capita, perché l’autrice riesce a dare voce a quelle fragilità che spesso facciamo fatica ad ammettere, facendolo senza mai giudicarle. È proprio questa sensibilità a rendere il romanzo qualcosa di più di un semplice romance MM: sotto la componente fantasy c’è un cuore profondamente umano, capace di emozionare e di lasciare qualcosa anche dopo aver chiuso il libro.
Fluff, spicy e una storia che ti fa affezionare a tutti
L’inizio è intrigante e la trama procede con linearità, lasciando intravedere tantissime possibilità per i prossimi volumi della serie. È uno di quei libri che ti fanno chiudere l’ultima pagina pensando: “Adesso voglio leggere anche la storia di quel personaggio.”
Confesso di essermi affezionata praticamente a tutto il cast. Anche i personaggi secondari riescono a ritagliarsi il proprio spazio e contribuiscono a rendere il mondo narrativo ancora più vivo. La scrittura continua a essere uno dei suoi punti di forza: semplice, fluida e coinvolgente. I capitoli scorrono velocemente e il romanzo si legge praticamente in una giornata.
Se proprio devo trovare un piccolo appunto, riguarda alcune scene spicy. Più che un problema di scrittura, credo sia stata una mia difficoltà nel visualizzare la componente fisica di questi mutaforma durante i momenti più intimi. È stato l’unico momento in cui la mia immaginazione ha fatto un po’ fatica.
Per il resto, il vero protagonista del romanzo è il fluff. La tenerezza, la cura reciproca e quella continua sensazione di calore che accompagna la lettura sono ciò che mi porterò dietro più di tutto.
In conclusione
Knot me, knot me not è stata una delle sorprese più belle degli ultimi mesi. È un romance MM che mescola mutaforma, MPreg, draghi, anime gemelle, un pizzico di spicy e tantissimo fluff, dando vita a un fantasy dolce e originale che riesce a parlare di vulnerabilità, fiducia e bisogno di sentirsi scelti.
Per me è un 4,5 stelle pieno. Lo consiglio a chi cerca un cozy fantasy, a chi ama i romance MM, le storie fast burn, i mutaforma diversi dal solito e, soprattutto, a chi ha bisogno di una lettura capace di regalare qualche ora di conforto e di staccare dalla realtà.
Ancora una volta T. Enderly dimostra che il suo più grande punto di forza sono i personaggi. È nella loro crescita, più che nei colpi di scena, che si trova la vera magia dei suoi romanzi. E io, ormai, posso dirlo senza alcun dubbio: continuerò a leggere qualsiasi cosa scriva.
4.5 out of 5.0 stars
