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Buongiorno readers! Dopo averci conquistati con Home Team, Losing Match ed End Zone, Alexandra Rose torna con False Start, uno sport romance MM che, pur mantenendo il football come elemento centrale, sceglie una strada diversa. Si può davvero ricominciare quando tutto ciò che definiva la tua vita ti viene portato via?

False Start di Alexandra Rose: quel romanzo che non pensavi desse voce ai tuoi pesi!

Cameron Dawson è una stella nascente del football.
Quarterback titolare alla Florida State University, ha delle statistiche eccellenti e un formidabile istinto di gioco.
I ragazzi della FSU lo ammirano, le ragazze stravedono per lui e nella Division 1 è già una leggenda.
Un errore, però, gli fa perdere tutto.

Costretto a lasciare la Florida, si trasferisce in Kansas per frequentare il Sunflower Community College.
Per lui, abituato all’eccellenza, ritrovarsi a giocare in una squadra di livello inferiore è un vero fallimento.
Al college conosce Tyler Evans, il consulente accademico degli atleti.

Tyler ha trent’anni, una passione per i serial killer e le storie di true crime, e delle responsabilità che occupano gran parte della sua vita. Abita in una bella casa in campagna, vicino a un campo di girasoli.

Quando Cameron e Tyler iniziano a frequentarsi al di fuori del college, i confini del loro rapporto professionale sfumano.
Tyler è l’unica persona che può aiutare Cameron a salvare il suo futuro, ma anche l’unica che lui non dovrebbe desiderare.
E Tyler sa che una relazione con uno studente potrebbe costargli la carriera.

Entrambi imparano che l’amore fiorisce in modo inaspettato.
Ma, soprattutto, che è in grado di curare ogni ferita.
Anche quella più profonda.


Una falsa partenza che cambia tutto

Cameron è una promessa del football universitario. Un futuro già scritto, una carriera brillante e la convinzione di essere invincibile. Dopo una scelta impulsiva che manda in frantumi tutto ciò che aveva costruito, è costretto a lasciare l’università e a trasferirsi al Sunflower Community College, vivendo quella nuova realtà come una punizione e convincendosi che sia soltanto una tappa prima di tornare alla Division I.

Ad accoglierlo c’è Tyler, consulente degli studenti-atleti. Paziente, riflessivo e sempre pronto ad aiutare gli altri, Tyler ha imparato a mettere da parte i propri bisogni pur di sostenere chi gli sta intorno. L’incontro con Cameron rompe gli equilibri di entrambi e dà il via a un percorso che parla di fallimento, riscatto e seconde possibilità. E lasciatemelo dire: è stato impossibile non affezionarmi a loro.

Questa volta il football lascia spazio a una riflessione più ampia sul fallimento, sulle seconde possibilità e sulla ricerca della propria identità. Ma soprattutto ci pone una domanda: cosa succede quando perdi tutto ciò che credevi ti definisse?

Uno slow burn che conquista

Uno degli aspetti che ho apprezzato maggiormente è la costruzione del rapporto tra Cameron e Tyler.

Alexandra Rose sceglie di sviluppare uno slow burn credibile e, se lo dico io che non sono una grande fan di questo archetipo narrativo, è davvero tutto di cappello. La fiducia, in questo libro, precede il sentimento e ogni passo nasce in modo naturale. Vedere il loro rapporto scorrere come l’acqua, con una naturalezza disarmante, mi ha fatto apprezzare ancora di più la lettura. Non ci sono accelerazioni improvvise né dinamiche costruite per sorprendere il lettore: la relazione cresce attraverso il dialogo, il rispetto e la vulnerabilità.

Accanto allo slow burn trovano spazio anche trope molto amati come hurt/comfort, age gap, opposites attract (raga, in questo libro è costruito davvero benissimo: credo sia quello che ho amato di più tra tutti i romanzi di Alexandra) e queer awakening, utilizzati però senza mai diventare il centro della narrazione. Rimangono strumenti attraverso cui raccontare la crescita dei protagonisti, senza ridurli a semplici etichette.

Football, community college e seconde possibilità

Come nei precedenti romanzi dell’autrice, anche qui lo sport mantiene un ruolo importante, ma non domina la storia. Il football diventa la metafora perfetta del percorso di Cameron: una falsa partenza non significa aver perso la partita, ma dover semplicemente ricominciare qualche yard più indietro. È un punto di vista che, per me, è stato disarmante e mi ha portata a riflettere sulle mie stesse false partenze, ritrovandomi a vestire i panni di Cameron come se stessi vivendo anch’io ciò che vive lui.

Mi ha fatto emozionare molto anche l’ambientazione del community college. Più che il luogo in sé, mi ha colpita il modo in cui l’autrice è riuscita a raccontarlo: non come una semplice tappa obbligata, ma come un posto in cui sentirsi accolti e avere davvero la possibilità di ricominciare. Lo ammetto, mi ha fatto venire voglia di tornare a studiare solo per poter vivere un’esperienza simile.

E poi ci sono loro: i campi di girasoli di Sunflower City. Ammetto di avere un debole per i girasoli, quindi è stato impossibile non affezionarmi ancora di più a questa ambientazione. Non fanno solo da sfondo alla storia, ma accompagnano il percorso di Cameron e Tyler diventando un simbolo di rinascita, speranza e seconde possibilità.

Un romance che sceglie l’introspezione

Più che sulla trama, False Start punta tutto sui personaggi. Cameron affronta un percorso di riscoperta dopo aver costruito tutta la propria identità attorno al football. Tyler, invece, impara lentamente che prendersi cura degli altri non significa dover rinunciare a se stesso.

Anche i temi affrontati meritano una menzione. Alexandra parla di fallimento, del peso delle aspettative che spesso ci imponiamo o che gli altri ripongono in noi, della paura di deludere e del coraggio necessario per ricominciare. È una tematica che, negli ultimi tempi, ho sentito particolarmente vicina e che mi ha portata a riflettere anche sulla mia sindrome dell’impostore, che di quelle aspettative si nutre. Seguire il percorso di Cameron mi ha aiutata ad alleggerire, almeno per un momento, quel senso di inadeguatezza e a ricordarmi che una falsa partenza non definisce il nostro valore.

Accanto a questo trova spazio anche il percorso di scoperta della propria sessualità: Cameron si confronta con la sua bisessualità, mentre Tyler vive la propria demisessualità, ovvero un orientamento dello spettro asessuale in cui l’attrazione sessuale nasce solo dopo aver costruito un forte legame emotivo con un’altra persona. È un aspetto che mi è piaciuto particolarmente perché viene raccontato con naturalezza e sensibilità, senza diventare un’etichetta o un espediente narrativo. Tutto si inserisce nel percorso di crescita dei protagonisti, risultando autentico e mai didascalico.

Ammetto che, rispetto agli altri romanzi di Alexandra Rose, con False Start ho fatto un po’ più fatica a entrare nella storia. Il ritmo mi è sembrato più lento e, soprattutto nelle prime fasi della lettura, ho impiegato qualche capitolo prima di ingranare davvero. È una scelta che rispecchia il carattere introspettivo del romanzo e il percorso di crescita di Cameron e Tyler, ma personalmente avrei preferito una partenza un po’ più incisiva.

In conclusione

Con False Start, Alexandra Rose conferma ancora una volta la propria capacità di costruire romance in cui la storia d’amore rappresenta solo una parte di un percorso molto più ampio. Tra crescita personale, sport, identità, famiglia e seconde possibilità, l’autrice racconta due protagonisti imperfetti che imparano, prima di tutto, a riconoscere il proprio valore.

Se amate gli sport romance in cui l’evoluzione dei personaggi ha lo stesso peso della componente romantica, False Start è una lettura che merita assolutamente una possibilità. Alexandra vi darà sempre più di quello che potete aspettarvi e ne vale sempre la pena!

4.0 out of 5.0 stars

Clara!

Informazioni sull'autore

Ho aperto Dreamage Blog nel 2017! Sotto sotto sono la più ansiosa delle blogger e quella che legge di più. Viaggio e fotografo in giro per il mondo, ma insieme a me ho sempre qualcosa da leggere, non importa il genere! Lavoro come Content creator e Copywriter, se cercate una mano a gestire i vostri profili contattatemi!

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