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Buongiorno readers! Oggi vi porto tra le acque profonde di un romanzo che intreccia storia, memoria e folklore. Acque Oscure di Debora Parisi è un dark fantasy che affonda le sue radici soprattutto nelle leggende scozzesi, intrecciandole con richiami al folklore italiano e riportando in superficie creature e miti che spesso restano ai margini del fantasy contemporaneo. Curiosi?

Acque Oscure di Debora Parisi : tra fantasy e romance nel folklore

Scozia, 1983.

Anna si è trasferita nel Regno Unito dall’amico di famiglia William, col desiderio di voltare pagina. Tuttavia, i traumi della sua infanzia la perseguitano: la paura dell’acqua e i morti del passato popolano i suoi incubi.

Tutto cambia quando al pub di William, dove lei lavora, incontra Erik: un misterioso ragazzo originario dalle isole Ebridi. Il loro incontro la condurrà alla scoperta del lato nascosto e magico della Scozia, ma anche della sua terra natia.

Tra congreghe di cacciatori, cavalli antropofagi e donne serpenti Anna dovrà scoprire cos’è realmente successo a sua madre quella fatidica notte del 9 ottobre 1963, quando la sua vita è stata stravolta per sempre.


Quando il folklore prende vita

Una lettura che mi ha colpita soprattutto per il modo in cui riesce a far convivere tradizione, emozione e immaginario fantastico. Se c’è un elemento che emerge con forza durante tutta la lettura è proprio l’importanza del folklore. Negli ultimi anni il fantasy ha spesso trasformato il popolo fatato in figure romantiche e idealizzate, quasi sempre bellissime e affascinanti. Non per altro io stessa sono affascinata da ogni tipo di fate, buone o cattive che siano.

Debora Parisi, al contrario, sceglie una strada diversa e molto più vicina alle tradizioni popolari, restituendo alle creature folkloristiche quell’ambiguità e quella pericolosità che caratterizzano le leggende originarie.

Le creature che popolano questo romanzo non sono semplicemente elementi decorativi della trama, ma appartengono a un immaginario antico, radicato nelle leggende scozzesi e italiane. Sono esseri legati alla natura, alle acque e ai luoghi selvaggi, e conservano quell’aura di mistero e inquietudine che caratterizza il folklore più autentico. Amo molto questo legame con la natura, che in questa storia sembra diventare quasi una presenza tangibile, come se fosse parte viva della narrazione.

Durante la lettura si percepisce chiaramente il lavoro di ricerca dell’autrice, che recupera creature del folklore celtico accanto a figure meno conosciute della tradizione italiana, inserendole in una narrazione che non cerca di renderle rassicuranti o idealizzate (confesso di aver preso appunti). In questo libro queste presenze mantengono tutta la loro ambiguità: possono essere affascinanti, ma anche pericolose, imprevedibili, profondamente diverse dagli esseri umani.

Ed è proprio questo uno degli aspetti che ho apprezzato di più. Leggere di queste creature dà quasi la sensazione di entrare in contatto con un patrimonio di storie tramandate nel tempo, con quei miti che nascono dal rapporto tra l’uomo e la natura e che continuano ancora oggi a esercitare un fascino potentissimo.

Quando realtà e leggenda si incontrano

Un altro elemento molto interessante del romanzo è il modo in cui folklore e realtà storica si intrecciano. La storia porta con sé l’eco di una tragedia realmente accaduta nella storia italiana: una notte degli anni Sessanta una massa enorme di roccia precipitò in un bacino artificiale tra le montagne, sollevando un’onda devastante che in pochi istanti cancellò paesi interi e migliaia di vite.

Avevo visto un documentario su quel tragico evento e mi era rimasto molto impresso. Leggere Acque Oscure me lo ha fatto tornare alla mente, ma con sfumature di riflessione completamente diverse. Inserito con grande delicatezza nella narrazione, questo evento diventa il punto da cui si diramano i ricordi e il trauma della protagonista. Il romanzo riflette così su temi profondi come la memoria, il dolore e il senso di colpa del sopravvissuto, mostrando quanto possa essere difficile convivere con ciò che resta dopo una tragedia.

In questo contesto anche l’acqua assume un significato particolare: da elemento distruttivo diventa gradualmente uno spazio simbolico attraverso cui affrontare il passato. È proprio qui che realtà e dimensione mitologica si incontrano, perché le leggende e le creature che emergono nella storia sembrano appartenere naturalmente a quel mondo, come se fossero sempre rimaste nascoste sotto la superficie della realtà.

Il folklore non è soltanto un elemento fantastico, ma diventa anche una chiave simbolica per affrontare temi più profondi legati al dolore, alla memoria e alla possibilità di trasformare le proprie ferite in qualcosa di nuovo.

Personaggi e crescita emotiva

Ho trovato molto interessante il percorso emotivo della protagonista, che si trova a fare i conti con un passato doloroso e con ricordi difficili da affrontare. La sua crescita personale si intreccia con la scoperta di un mondo nascosto fatto di leggende e creature misteriose, spingendola ad avvicinarsi sempre di più al lato più enigmatico e ancestrale della Scozia.

Le relazioni che si sviluppano tra gli altri personaggi nel corso della storia non appaiono mai forzate, ma si costruiscono gradualmente, dando spazio a dinamiche emotive che rendono la lettura ancora più coinvolgente.

Love Across Worlds: quando il folklore incontra il sentimento

Accanto alla dimensione folklorica e al percorso emotivo della protagonista, il romanzo lascia spazio anche a una componente sentimentale che si sviluppa gradualmente nel corso della storia. Non si tratta di una relazione costruita su dinamiche immediate o idealizzate, ma di un legame che cresce lentamente secondo la dinamica dello slow burn, mentre il mondo nascosto delle leggende prende forma.

Nonostante io non sia particolarmente amante di questo tipo di sviluppo romantico, devo ammettere che in questo caso aggiunge una sfumatura ulteriore alla narrazione, rendendola più solida e contribuendo a rendere ancora più complesso il rapporto tra umano e soprannaturale. Il sentimento diventa così parte integrante del viaggio della protagonista, intrecciandosi con il mistero, con il folklore e con il confronto con il proprio passato.

Uno stile scorrevole e immersivo

La scrittura di Debora Parisi è fluida e molto visiva, capace di creare atmosfere evocative che accompagnano il lettore all’interno di un paesaggio ricco di suggestioni. Le ambientazioni, in particolare, contribuiscono molto alla riuscita del romanzo: i paesaggi scozzesi, le acque profonde e i luoghi carichi di leggende diventano quasi dei personaggi della storia. Io sono affascinata dalla Scozia e, in cuor mio, mi sono sempre sentita un po’ legata al mondo britannico, quindi ho molto apprezzato l’immersione in quei luoghi.

Il ritmo della narrazione è piuttosto veloce e rende il libro una lettura scorrevole, anche se in alcuni momenti si ha la sensazione che il mondo costruito dall’autrice avrebbe potuto essere esplorato ancora di più. Il potenziale del folklore e delle creature introdotte è infatti molto ampio e lascia la curiosità di scoprire ulteriori dettagli su questo universo narrativo.

Perché leggere Acque Oscure

Questa è una lettura che consiglio soprattutto a chi ama il fantasy legato alle tradizioni popolari e a chi è affascinato dalle storie che recuperano leggende e creature del folklore. È un romanzo che riesce a mescolare realtà storica, dimensione soprannaturale e introspezione emotiva, creando un equilibrio interessante tra elementi diversi.

Quello che resta, una volta terminata la lettura, è soprattutto il fascino di quelle storie antiche che continuano a vivere attraverso le leggende. Perché il folklore ha proprio questa capacità: trasformare il passato in qualcosa che continua a parlarci, ricordandoci che sotto la superficie della realtà potrebbero ancora nascondersi mondi che non abbiamo mai davvero smesso di immaginare.

4.5 out of 5.0 stars

Clara!

Informazioni sull'autore

Ho aperto Dreamage Blog nel 2017! Sotto sotto sono la più ansiosa delle blogger e quella che legge di più. Viaggio e fotografo in giro per il mondo, ma insieme a me ho sempre qualcosa da leggere, non importa il genere! Lavoro come Content creator e Copywriter, se cercate una mano a gestire i vostri profili contattatemi!

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