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Ciau readers, ormai sono il vostro tormento. Oggi sono qui a parlarvi di Blatnoy, di Marianna C. Iliut. Un distopico young adult più complesso di quanto pensassi, che ho apprezzato particolarmente anche e soprattutto grazie all’autrice che è sempre stata lì a sopportare tutti i miei scleri.

Blatnoy (Quelli dell’Insù e dell’Ingiù) di Marianna C. Iliut : Tra folklore slavo e amicizie indispensabili.

Ucraina, un recente passato distopico. In un anonimo paesino, uguale a tanti altri, un gruppo di adolescenti che sta concludendo il ciclo della scuola dell’obbligo, al tempo lungo undici anni, cerca una strada di riscatto tra le macerie di una complessa transizione storica.

Il contesto è quello di una libertà ritrovata ma caotica e di un profondo disordine sociale, aggravato dalle azioni di un pugno di criminali, venuti dalla città e fiancheggiati da gente del luogo, che sfruttano cinicamente credulità e radicata superstizione popolari per raggiungere il proprio sinistro interesse.

Ne risente soprattutto la salute mentale di parte della gioventù locale, indifesa davanti alla corruzione, all’induzione all’uso e all’abuso di sostanze psicotrope dagli effetti poco conosciuti, al ricorso a devastanti sistemi di persuasione e coercizione e, non ultimo, al convincimento collettivo dell’influenza malefica del sovrannaturale, capace di alterare e contaminare la realtà.

Loro malgrado, i protagonisti sono trascinati da questo flusso viziato per mancanza di istruzione, di conoscenza e di pensiero critico. Non vogliono cambiare le carte in tavola, perché non hanno mai conosciuto un altro gioco, vogliono solo soppiantare i criminali che in quel momento hanno la mano migliore e guadagnano dal generale stato di scompiglio. E per farlo non si esimono dal compiere azioni moralmente discutibili. Ma non sono tutti uguali.

Tra loro c’è chi tira scaltramente le redini, nutrendo il sogno di raggiungere per sé un futuro radioso di ricchezze, degno di uno di quei film hollywoodiani che cominciavano a passare in televisione, e ci sono i gregari, poveri ragazzi che ingenuamente desiderano solo una vita un po’ più agiata e tranquilla, un’utopia a quei tempi.

In fondo tutti hanno diritto a un’esistenza migliore, a patto che il desiderio non si trasformi in una trappola mortale.


Narrativa contemporanea e ritorno alle origini

Blatnoy è un’opera che intreccia una storia personale intensa con un forte sottofondo di folklore slavo. La trama, segue vicende individuali segnate da marginalità, identità e sopravvivenza e diventa presto un veicolo per esplorare un immaginario collettivo complesso di quanto sembri. Il romanzo ha una struttura evocativa e frammentaria, che serve per rendere l’idea del senso di spaesamento dei personaggi.

Marianna riesce ad alternare momenti realistici, spesso un po’ crudi e diretti, a pezzi quasi visionari. Questo stile di scrittura non è un caso, proprio perché, nelle culture slave, quotidiano e soprannaturale convivono senza una vera e propria separazione.

Folklore slavo: un libro mappa culturale dell’Est senza saperlo

Il punto di forza di questo romanzo? Senza ombra di dubbio la precisione nell’inserimento e nella descrizione del folklore slavo. Non è una semplice decorazione nella storia, ma fa da struttura portante di tutto il racconto.

Il soprannaturale in questa storia è presentato in modo implicito. Riusciamo sempre a percepire un “mondo” altro che influenza quello reale. Tant’è vero che i vari eventi richiamano i nostri protagonisti verso un destino che li riporta verso le antiche credenze fatalistiche slave.

I fantastici tre: protagonisti morally grey?

Blatnoy, spezzato, introverso, ribelle e fedele. Vitali, l’amico per eccellenza, il golden boy della storia. E infine, non per importanza perché in realtà è la mia preferita. Marina, la più forte di tutti, sottovalutata semplicemente perché donna e costretta a dimostrare cose alla pressione sociale, per il medesimo motivo.

Nel corso della storia in ogni personaggio troveremo la ricerca dell’Io alternata a momenti d’azione e di riflessioni introspettive. Non aspettatevi protagonisti scontati, i nostri tre amici sono moralmente ambigui e segnati da qualcosa e ognuno di loro fa da pilastro, che si tratti di un personaggio principale o marginale.

La forza della scrittura: suggestione da non perdere?

Ho trovato lo stile di Marianna diretto, evocativo e molto descrittivo e profondo, la sua scrittura è suggestiva e spesso volutamente oscura. Il ché può rendere la lettura impegnativa, ma crea sicuramente un’atmosfera immersiva.

Non vi sto parlando e/o consigliando una lettura semplice ma una psicologicamente coinvolgente, soprattutto grazie al modo di scrittura e al legame che si crea con i protagonisti.

Blatnoy è un romanzo che richiede attenzione e disponibilità a lasciarsi trasportare più dalle sensazioni che dalla linearità narrativa. Soprattutto grazie al folklore che passa da semplice elemento culturale a lente attraverso cui leggere la realtà in cui si svolgono le varie vicende, mostrando come miti e credenze continuino a influenzare, anche in modo invisibile, il presente.

4.0 out of 5.0 stars

Terry.

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